Transizione energetica, Cingolani: “Sfida epocale. Accelerare capacità rinnovabile”

(Teleborsa) – “Siamo davanti una sfida epocale. Sono passati meno di 200 anni dalla scoperta dei motori a combustione interna e da quel momento tutto ha cominciato a produrre anidride carbonica. Questo può dare il senso dell’urgenza della situazione attuale”. E’ quanto rimarcato dal Ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani, ospite alla presentazione dl Piano di sviluppo decennale di Terna.

“A tecnologie attuali – ha sottolineato il Ministro – la strada è una sola: aumentare il funzionamento dell’energia prodotta e produrre energia non bruciando fonti fossile, ma in maniera rinnovabile. Non c’è altra strada”.

Cingolani ha riconosciuto che occorre fare una serie di trasformazioni importanti: eliminare il carbone, trasformare la mobilità che è responsabile del 25% della CO2 prodotta, curare i settori manifatturieri cosiddetti hard-to-bate (energivori) responsabili di un altro 30%, arrivando così ad oltre la metà della CO2 prodotta. C’è poi un altro 22% di CO2 prodotta dalle abitazioni e dai riscaldamenti. “L’elettrificazione diventa quindi la base di partenza”, ha sottolineato il Ministro.

Facendo riferimento ai numeri del Piano di Terna, il titolare del MITE ha affermato che “ci ritroveremo nei prossimi nove anni a fare una corsa contro il tempo, per aumentare di circa due volte e mezzo la potenza installata in fonti rinnovabili nel nostro Paese” e che “dovremmo installare ogni anno 8 GW di impianti – onshore, offshore, fotovoltaici ed eolici – pari a dieci volte gli 0,8 GW attuali“.

“In un Paese che soffre di inefficienza di natura burocratica – ha sottolineato – ci ritroviamo di fronte a una sfida enorme” per gestire l’energy mix, per risolvere i problemi di capacity market e degli accumulatori che mancano. “ma per fortuna la transizione non dura un anno, dura 30 anni perché richiede sforzi colossali”, ha aggiunto.

Cingolani ha parlato anche delle semplificazioni, affermando “abbiamo fatto un lavoro robusto sulla semplificazione, speriamo funzioni bene”. Il Ministro ha infatti spiegato che un processo autorizzativo dura 1.500 giorni ma per fare 8 GW l’anno occorre ridurre di 10 volte il tempo dell’iter autorizzativo ed arrivare ad un anno“.

Cingolani ha parlato anche del modello di sostenibilità europeo, facendo cenno ai concetti di “just transition” e “No one is left behind”, che chiedono una crescita in cui tutti devono partecipare e nessuno viene lasciato indietro. “La traiettoria dura 10 anni, il PNRR è un sesto di questa traiettoria”, ha affermato.

Il Ministro ha fatto riferimento anche alle difficoltà delle famiglie nel rinnovo del parco auto ed alla necessità di compensare il costo della CO2 in bolletta, ed ha affermato “queste cose qui non possono pagarle sempre cittadini che non ce la fanno”.

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