Trading online, aumentano i siti illegali: le truffe sventate dalla Consob

Sono decine i portali oscurati che offrivano ai risparmiatori servizi finanziari senza autorizzazione

Chi fa trading online in Italia deve prestare la massima attenzione alle piattaforme digitali che utilizza: negli ultimi mesi, infatti, è cresciuto il numero di siti internet che offrono servizi finanziari senza autorizzazione. A questo proposito la Consob sta conducendo da tempo una battaglia contro i portali illegali, e ne ha già chiusi a decine.

Il trading online, ovvero la negoziazione telematica di titoli di borsa, è un servizio fornito da società finanziarie a clienti privati che, attraverso un programma per computer connesso a internet, permette di visualizzare i titoli di numerosi mercati italiani ed esteri, e di acquistarli e venderli in pochi centesimi di secondo (uno dei mercati più gettonati è il Forex). Le società che offrono questi servizi sono chiamate “broker online”, o intermediari digitali. Possono essere banche, oppure Sim (società di intermediazione mobiliare) o società estere specializzate, e guadagnano sulle commissioni applicate su ogni ordine di acquisto e vendita inviato in Borsa. Per operare, però, hanno bisogno dell’autorizzazione della Consob, la Commissione nazionale per le società e la Borsa, ovvero l’ente che controlla la Borsa italiana.

Proprio la Consob, in un recente comunicato stampa, ha informato di aver richiesto l’oscuramento di sei nuovi siti che offrono servizi finanziari in Italia senza autorizzazione. Si tratta di Lion Finance Ltd, Globalix Ltd, UAB Elnira, Grandtrade.exchange, BTB Corporate Lt, Selinusinvestment.com. Sale così a 77 il numero dei siti oscurati da luglio scorso dalla Commissione. In tutti i casi che sono stati oggetto di quest’intervento, l’ente nazionale ha contestato alle società che fanno capo ai portali di non essere autorizzate alla prestazione di servizi di investimento in Italia, perché non risultano iscritte nell’albo tenuto dalla Consob.

Il potere di ordinare l’oscuramento dei siti da parte della Commissione è previsto dalle norme contenute nel Decreto Crescita varato lo scorso 28 giugno, in cui si stabilisce che l’autorità può ordinare ai fornitori di servizi di connettività internet o ad altre reti di telecomunicazione “la rimozione delle iniziative di chiunque nel territorio della Repubblica, attraverso le reti telematiche o di telecomunicazione, offre o svolge servizi o attività di investimento senza esservi abilitato”.

Accanto alla battaglia contro i fornitori illegali di servizi di trading online, la Consob sta conducendo anche una campagna di sensibilizzazione nei confronti dei risparmiatori “sull’importanza di effettuare le proprie scelte di investimento in modo accorto e consapevole, adottando precauzioni di buon senso, come per esempio la verifica preventiva che l’operatore tramite cui si investe sia autorizzato”. A questo proposito la Commissione ha messo a disposizione sul proprio sito la sezione “Occhio alle truffe”, dove si possono trovare informazioni utili per non incappare in operatori abusivi.

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