Tra le famiglie italiane aumenta la propensione al risparmio

(Teleborsa) – Le famiglie italiane hanno aumentato la spesa per consumi (+1,3%) in misura inferiore rispetto alla crescita del reddito disponibile (+1,6%); di conseguenza la propensione al risparmio delle famiglie sale all’8,6% (+0,2 punti percentuali).

E’ la fotografia scattata dall’Istat secondo cui il potere di acquisto delle famiglie registra lo stesso tasso di crescita del reddito nominale (+1,6%) in quanto il deflatore dei consumi privati risulta invariato.

L’Istituto di statistica ha diffuso i conti nazionali per settore istituzionale per gli anni 2014-2016, coerenti con il rilascio dei Conti nazionali e il Conto delle Amministrazione pubbliche. Oltre alla sequenza dei conti viene fornito per la prima volta il dettaglio per valore aggiunto e redditi da lavoro dipendente per settore istituzionale e per branca di attività economica.

Il tasso di profitto delle società non finanziarie, nel 2016, sale al 42% (+0,9 punti percentuali sul 2015) e il tasso di investimento cresce al 19,7% (+0,2 punti percentuali).

Le società finanziarie registrano una consistente contrazione nominale del valore aggiunto ai prezzi base (-6,4%).

Il prelievo fiscale dovuto alle imposte sulla produzione e a quelle correnti e in conto capitale ha inciso sul reddito disponibile delle famiglie per il 16,6%, su quello delle società non finanziarie per  il 23,3% e su quello delle società finanziarie per il 20,4%. L’incidenza delle imposte sul reddito disponibile è diminuita per le società finanziarie e non finanziarie, mentre è lievemente aumentata per le famiglie.

Le società non finanziarie registrano un miglioramento dell’accreditamento di 21,3 miliardi di euro rispetto all’anno precedente, mentre per le famiglie risulta un peggioramento di 4 miliardi. L’indebitamento delle Amministrazioni pubbliche si riduce di 3,4 miliardi di euro, con un saldo che risulta pari a -40,8 miliardi di euro.

Tra le famiglie italiane aumenta la propensione al risparmio