Torino-Lione 500 mil in meno per l’Italia, lettera di Bruxelles a Toninelli con proposta di sconto

(Teleborsa) – Europa all’attacco per “salvare” la Torino-Lione dall’opposizione Cinquestelle: Bruxelles propone al Ministro Toninelli un nuovo accordo sulla tanto contestata nuova ferrovia e “spunta” uno sconto di 860 milioni che si traduce per il nostro Paese con una minore spesa di quasi mezzo miliardo, 490 milioni per la precisione. Insomma 500 milioni di euro in meno sui 3 di competenza del Governo di Roma.

La “proposta di risparmio” col chiaro tentativo di “convincimento” di Toninelli ad abbandonare la posizione di “netta chiusura” alla prosecuzione dei lavori in Val di Susa, da sempre cavallo di battaglia del Movimento 5 Stelle dallo scorso inizio di giugno al Governo insieme alla lega di Matteo Salvini, è giunta al Ministro Infrastrutture e Trasporti, esponente tra l’altro di M5S, con lettera di Laurens Jan Brinkhorst, responsabile del corridoio europeo est-ovest che ha appunto nella Torino-Lione il più fondamentale dei suoi tasselli.

Laurens Jan Brinkhorst, 81 anni, olandese, rivolgendosi a Toninelli con il ricordare gli indiscutibili vantaggi per l’Europa di un’opera oltretutto di grande importanza ambientale che trasferisce il trasporto delle merci dalla strada alla ferrovia, scrive testualmente: “Per facilitare l’esecuzione di progetti prioritari transfrontalieri, nell’ambito del prossimo bilancio a lungo termine dell’Ue, la Commissione propone di aumentare il tasso di cofinanziamento massimo fino al 50 per cento per i progetti transfrontalieri come il progetto Lione-Torino”.

Una “modifica in corsa” importante, dal momento che Bruxelles aveva sempre sinora ribadito che il suo intervento economico sulla parte internazionale della Torino-Lione, ovvero la galleria di base di 57 chilometri tra Susa e Saint Jean de Maurienne, avrebbe coperto il 40 per cento della spesa. Se ora l’intervento europeo, come comunica Brinkhorst, arriverà al 50 per cento, Italia e Francia risparmieranno insieme il 10 per cento di 8,6 miliardi, cioè la non certo trascurabile cifra di 860 milioni di euro.

E poiché in base agli accordi il contributo Italiano é fissato nel 57 per cento della quota di competenza dei due Stati, lo “sconto” per il nostro Paese sarebbe, come detto, appunto di 490 milioni. Il motivo del perché il costo spettante all’Italia sia, seppur di poco, superiore a quello francese sta nel fatto che il tratto francese tra la galleria internazionale e Lione è più lungo e di conseguenza più oneroso del segmento Susa-Torino.

Il responsabile olandese del corridoio europeo est-ovest ricorda anche a Toninelli le conseguenze di un eventuale “blocco unilaterale” dell’opera infrastrutturale da parte del Governo italiano, ora che sono anche già stati realizzati 5 Km del tunnel di base. “Una sospensione del progetto – sottolinea Laurens Jan Brinkhorst – potrebbe mettere in discussione l’accordo di sovvenzione e portare alla sua rescissione con conseguente totale o parziale recupero dei fondi già versati”.

In parole povere ma chiare, chi rompe paga. E paga pure caro, dal momento che sono già stati scavati una ventina di chilometri di gallerie, quasi tutti in Francia, oltre a quelli del tunnel di base.

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