Toninelli su tariffe concessioni: “E’ inizio della rivoluzione che avevamo promesso”

(Teleborsa) – Il Ministro Danilo Toninelli risponde alle critiche rivolte da AISCATal nuovo sistema tariffario per i pedaggi varato dall’ART, l’Autorità di Regolazione dei Trasporti.

“Siamo di fronte all’inizio della rivoluzione che avevamo promesso sin dal nostro insediamento”, afferma il titolare del MIT, precisando “qui non si tratta di bloccare chi fa davvero gli investimenti e merita il giusto profitto. Si tratta solo di non ingrassare più chi gli investimenti li promette senza farli, con ripercussioni a volte gravissime per la sicurezza di chi viaggia. Sblocchiamo i lavori e fermiamo le mangiatoie”.

“Il nuovo sistema ART appena pubblicato – ricorda – entra in vigore il primo gennaio prossimo. Vale intanto per le 16 concessioni i cui Piani economico finanziari (PEF) quinquennali sono già scaduti, ma via via sarà allargato a tutti i nuovi PEF e le nuove convenzioni”.

“Il cambiamento è sostanziale”, dice Toninelli, spiegando che “finora i sistemi tariffari non consentivano di distinguere la quota di remunerazione legata all’attività di costruzione da quella derivante dall’attività di gestione. Quindi non si potevano calibrare in modo mirato gli adeguamenti dei pedaggi, incentivando il concessionario all’efficienza della gestione e alla rapida realizzazione degli investimenti. Adesso la tariffa al casello, di base, sarà invece composta da una componente di costruzione (fondata sugli investimenti realizzati e programmati) distinta da un’altra di gestione (determinata dai costi operativi pertinenti ed efficienti)”.

“Sul fronte della gestione – sottolinea il Ministro – il pedaggio vedrà applicare un indicatore di produttività che sarà fondamentale per raggiungere una cosiddetta ‘frontiera di efficienza’. ART ha calcolato che il recupero di efficienza, appunto, potrà superare di molto il 20% nel caso di alcune concessionarie. Grazie alla separazione delle componenti, si potrà quindi agire sulla qualità operativa del gestore senza che tale parametro venga ‘inquinato’ dal recupero in tariffa degli investimenti. Proprio su quest’ultimo versante, i sistemi tariffari attuali non contemplano un meccanismo di automatico abbattimento tariffario nel caso in cui fosse accertata la mancata o ritardata realizzazione degli investimenti. E comunque questo aspetto non viene monitorato. Il nuovo sistema, invece, prevede un automatismo tra l’andamento tariffario e gli investimenti effettivi, reali. Con tanto di penalità in carico al concessionario in caso di ritardo”.

Toninelli ricorda che “ART ha definito un >meccanismo di premi e penalità per la qualità del servizio offerto al viaggiatore, con effetti diretti sui pedaggi, grazie alla possibilità di individuare indicatori e obiettivi, in modo da monitorare la performance dei gestori autostradali. Tra gli indicatori ci sono velocità media di percorrenza del flusso veicolare e fluidità ai caselli; adeguatezza strutturale e tecnologia delle infrastrutture; soddisfazione degli utenti”.

“Il nuovo modello tariffario – conclude – consente il contenimento dei ricavi del concessionario e trasferisce direttamente ai cittadini gli eventuali maggiori introiti legati agli aumenti imprevisti di traffico, un meccanismo che oggi è applicato solo sporadicamente. In questo modo riequilibriamo i pesi tra interesse pubblico e interessi privati”.

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