Tlc, dossier rete unica alle battute finali

(Teleborsa) – Entrano nelle battute finali i negoziati fra TIM ed il fondo infrastrutturale KKR, che si è fatto avanti per rilevare la rete secondaria in rame e fibra dell’ex monopolista, aprendo di fatto alla possibilità di un accordo più ampio che porti alla creazione di una rete unica di telecomunicazioni.

Una rete che nascerebbe dall’unione degli asset di TIM ed Open Fiber sotto la regia di CDP, consentendo all’Italia di sviluppare la banda ultralarga in tutto il Paese. Il progetto è stato preso in considerazione da TIM, che sta ora valutando le ipotesi, laddove il nodo centrale è quello della partecipazione nella newco e di dove verrà fissata l’asticella in un intorno del 50%.

Nel frattempo, l’opinione pubblica sembrerebbe aver già configurato il futuro della rete unica, che dovrà essere indipendente (senza posizioni dominanti) e neutrale (parità di trattamento fra gli operatori).

La rete unica dovrebbe ricadere sotto l’ombrello di CDP, a garanzia della presenza dello Stato nel ruolo di mediatore. Lo ha ribadito chiaramente il Presidente di Open Fiber, Franco Bassanini, che l’ha definita la “soluzione preferibile” ed ha indicato anche una strada alternativa che esclude TIM e chiama in causa tutti gli operatori disponibili a percorrere questo progetto.

Il Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri ha voluto abbassare i riflettori sulla questione delle quote di possesso della rete unica, sottolineando che il fattore chiave è la governance della newco. “La governance della nuova società – ha affermato – dovrà garantire, attraverso processi decisionali condivisi tra gli azionisti di riferimento, requisiti di indipendenza degli esponenti aziendali, presidi di controllo interno, esterno e regolatorio, l’assoluta autonomia e terzietà della gestione, la natura aperta della rete, la parità di trattamento di tutti gli operatori e la realizzazione dei piani di investimento nei tempi previsti”.

A favore dell’indipendenza della gestione si sono espressi anche i provider italiani (AIIP), che si esprimono a favore di una public company, con una governance diffusa e senza prevalenza di un singolo soggetto, tantomeno in presenza di soggetti verticalmente integrati con quote oltre il 49%, che garantisca parità di trattamento e garantisca la concorrenza.

Considerando il ritardo con cui si muove l’Italia, invece, molti sindaci ravvisano invece in TIM l’operatore più credibile per la diffusione della banca ultralarga ed il 5G. “L’unico operatore che ha una rete capillare a livello nazionale che piaccia o no è quella di TIM”, ha affermato Marco Bussone, Presidente dell’Unione Comunità Montane. Anche il sindaco di Pesaro e Presidente delle Autonomie Locali Matteo Ricci ravvisa in TIM “l’operatore più credibile per condurre in porto questa operazione”.

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