Tlc, Corte UE: non si può recedere un contratto se le tariffe salgono con l’inflazione

(Teleborsa) – Un abbonato non può recedere dal contratto telefonico se il gestore aumenta le tariffe in base all’indice dei prezzi al consumo stabilito da un istituto pubblico.

Lo ha sentenziato la Corte di Giustizia europea in merito ad una controversia tra un’associazione dei consumatori austriaca e un fornitore di servizi di tlc pure austriaco.

L’Associazione contestava le condizioni generali predisposte dal gestore secondo le quali gli abbonati non possano recedere dal loro contratto qualora le tariffe siano adeguate in base a un indice annuale oggettivo dei prezzi al consumo stabilito dall’Istituto austriaco di statistica (Statistik Österreich).

Un diktat, questo, che, secondo l’associazione, contrasterebbe la direttiva servizio universale (Direttiva 2002/22/CE del Parlamento europeo e del Consiglio) che stabilisce che gli abbonati a servizi di comunicazione elettronica hanno il diritto di recedere dal loro contratto, senza penali, all’atto della notifica di modifiche delle condizioni contrattuali.

Ebbene, secondo la Corte le imprese fornitrici di servizi di comunicazione elettronica possono avere un interesse legittimo a modificare i prezzi e le tariffe dei loro servizi e pertanto in quel caso non si tratta di modifica unilaterale del contratto.

Inoltre, la clausola controversa contenuta nelle condizioni generali predisposte dal gestore austriaco prevede un adeguamento delle tariffe in base a un indice annuale oggettivo dei prezzi al consumo stabilito da un istituto pubblico, spiega la Curia in una nota.

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