TIM, management in disaccordo con piano Elliott

(Teleborsa) – Tutte le proposte avanzate nel piano Elliot “sono state già attentamente analizzate dal management e, con l’eccezione di potenziali opzioni strategiche per Sparkle, non sono state inserite nel Piano Strategico perché sono per lo più considerate premature o non realizzabili“.

E’ quanto afferma il management di TIM in alcune “considerazioni rispetto al Piano Elliott, anche in relazione al Piano Strategico 2018-2020”.

Il Piano di Elliott, si legge, “propone una riduzione significativa dell’attuale perimetro della Società così articolata: deconsolidamento della rete domestica di telefonia fissa (“NetCo”); ulteriore riduzione della quota di TIM in Inwit, inclusa l’ipotesi di vendita totale della partecipazione; vendita di una quota di controllo di Sparkle. Inoltre, Elliott propone anche una possibile aggregazione di TIM Brazil con un altro operatore locale“.

Tutte proposte che “sono state già attentamente analizzate dal Management e, con l’eccezione di potenziali opzioni strategiche per Sparkle, non sono state inserite nel Piano Strategico perché sono per lo più considerate premature o non realizzabili”.

Inoltre, prosegue il management, “nel contesto corrente e con il quadro normativo attuale, l’implementazione di tali iniziative presenterebbe notevoli complessità e significative implicazioni di natura finanziaria“.

Uno degli obiettivi primari del Piano Strategico, sottolinea il comunicato “è quello di rafforzare il profilo operativo e finanziario di TIM, propedeutico al ritorno di TIM ad un rating Investment Grade; il raggiungimento di tale obiettivo potrebbe essere compromesso dalle potenziali dismissioni di attività e dalla distribuzione prematura di dividendi agli azionisti“.

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TIM, management in disaccordo con piano Elliott