TIM, Gubitosi: “Ritardo Italia riguarda competenze. Necessario evitare divide sociale”

(Teleborsa) – L’Amministratore delegato di TIM, Luigi Gubitosi, torna sul digital divide, spiegando che il problema del ritardo italiano non ha a che fare solo con la connettività, ma riguarda anche soprattutto la carenza di competenze digitali e l’inclusione, ovvero la possibilità di dare a tutti la possibilità di usare bene Internet. Di qui il progetto promosso da TIM “Operazione Risorgimento Dgitale”, condivisa con alti 40 partner.

“La concentrazione di tutti, come è giusto, è su connettività, banda larga, 5G, ma poi bisogna lavorare sull’aumento delle competenze digitali, che purtroppo non sono come dovrebbero essere”, ha affermato il numero uno di TIM, facendo riferimento al rapporto DESI 2020, che fotografa l’Italia al 25° posto della classifica europea, e sottolineando che “la nostra grande rimonta deve essere di portarci al centro classifica come altri paesi europei”.

Gubitosi ha affermato che nel 5G l’Italia si trova addirittura al terzo posto e l’anno prossimo sarà “sopra la media sulla connettività “, ma “dove siamo veramente deficitari è sulle competenze, sul capitale umano”. Si rischia – ha affermato – un divide sociale. “Le opportunità vanno date a tutti. Tutti devono avere accesso a Internet”, ha detto Gubitosi.

Ricordando che il 2020 è stato un anno “terribile”, il manager ha ricordato che ha anche “provocato un’accelerazione” sul digitale e che “alcune delle cose imparate rimarranno come lo smart working”. “Bisogna ora abituare le PMI ad andare on line, ad approfittare delle potenzialità di Intrnet, altrimenti il vantaggio resterà solo dei grandi”, ha aggiunto.

L’Ad di TIM ha messo in evidenza l’importanza del progetto Operazione Risorgimento Digitale, che aggrega altri 40 partner, ed ha sottolineato che “è stato promosso da TIM, ma è “a disposizione di tutti, perché siamo in tanti a crederci”.

Sullo stato dell’arte del 5G, Gubitosi ha affermato che è andato avanti, seppur con un leggero ritardo, ed a Milano è già una realtà. “Ora si inizieranno a offrire i primi servizi e le prime applicazioni”, ha aggiunto l’Ad di TIM, mettendo in evidenza anche un’altra problematica, che ha a che fare con la capacità.

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