TIM, Elliott precisa: “CdA non decade dopo dimissioni consiglieri Vivendi”

(Teleborsa) – Le dimissioni in blocco degli amministratori di Vivendi non hanno affatto superato la “richiesta di Elliott di integrazione dell’agenda dei lavori assembleari” come erroneamente sostenuto nel comunicato del 22 marzo 2018.

Elliott confida quindi che il Collegio, in esercizio del potere di supplenza, provveda all’integrazione in vece del Consiglio di Amministrazione. E’ quanto si legge in una lettera inviata dai legali del Fondo Elliott al collegio sindacale di TIM con la richiesta di integrazione dell’ordine del giorno dell’assemblea dei soci convocata per il 24 aprile.

Le ragioni delle dimissioni “appartengono ai consiglieri e non c’è ragione di approfondire ulteriormente la questione (quanto meno in questa sede), ma è evidente che la scelta era funzionale all’erroneo convincimento di potersi così sottrarre al voto assembleare di revoca”.
Tuttavia, per effetto della “sospensione ex lege” nell’efficacia della rinunzia all’ufficio, l’assemblea ordinaria di TIM del 24 aprile 2018 resta invece competente e legittimata a votare sulla revoca e sostituzione di amministratori che, ancorché’ gia’ dimissionari, non sono ancora cessati dall’ufficio”.

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