Tim, al via “Risorgimento Digitale” per insegnare internet a 1 milione di italiani

(Teleborsa) – Oltre 400 formatori e un programma di 20mila ore di lezione in tutte le 107 province italiane, entro la fine del 2020. Questi i numeri dell’Operazione Risorgimento Digitale presentata oggi da Tim, a Roma, alla presenza del ministro dell’Innovazione Paola Pisano. Il progetto, che partirà l’11 novembre da Marsala, si pone l’obiettivo di dare impulso alla digitalizzazione del Paese insegnando internet e le nuove tecnologie a un milione di persone.

“Sono cose che non si possono fare senza un supporto locale, senza qualcuno che ti indichi dove andare e quali siano le esigenze. La speranza è che ogni comune, una volta finito, sia migliore di quando siamo arrivati” ha affermato, durante il suo intervento, l’amministratore delegato di Tim, Luigi Gubitosi.

Con il supporto dei sindaci Tim darà vita a un tour itinerante su tutto il territorio nazionale, toccando principalmente comuni con una popolazione compresa tra i 10mila e i 60mila abitanti. Saranno svolti corsi di formazione digitale della durata di tre settimane. In particolare, una “scuola mobile” sosterà nelle principali piazze dei comuni, informando e coinvolgendo i cittadini e le imprese locali attraverso specifiche azioni formative.

“Come tante cose che sta facendo Tim – ha spiegato Gubitosi – non è esclusiva, quindi ci farà piacere avere partner che vogliono collaborare con noi. Lavorare in un Paese migliore aiuta tutti”.

Nell’ottica di fare rete e massimizzare le opportunità per i cittadini, l’iniziativa è aperta al contributo di altre aziende, istituzioni e operatori pubblici e privati e aderisce al Manifesto della Repubblica Digitale promosso da Luca Attias, Commissario straordinario per l’attuazione dell’Agenda Digitale.

Repubblica Digitale è esattamente la cornice all’interno del quale rientra questo straordinario progetto che Tim sta sviluppando, che è Risorgimento Digitale – ha spiegato Attias –. Un progetto di dimensioni colossali che può veramente cambiare il Paese. Noi gli abbiamo dato una cornice come Presidenza del Consiglio perché riteniamo assolutamente necessario includere tutti”.

Dalle piattaforme abilitanti come Spid e pagoPa, l’obiettivo è ridurre il digital divide, mettendo il cittadino al centro dei servizi pubblici e permettendogli di interagire con lo Stato attraverso canali e strumenti digitali.

“È come se costruissimo tante auto ma non avessimo tanta gente con la patente, stiamo cercando di fare scuola guida” ha commentato Gubitosi.

Con una famiglia su quattro che non possiede una connessione a Internet, l’Italia, nonostante l’elevato livello delle infrastrutture, è, infatti, ancora indietro nelle classifiche europee per l’utilizzo dei servizi digitali.

“Sarà un investimento impegnativo, anche perché sarà un investimento che intendiamo far durare nel tempo”. È un progetto che si esaurisce su più anni, sarà un impegno importante da parte di Tim” ha concluso Gubitosi.

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