TFR, tra pubblico e privato due pesi e due misure

(Teleborsa) – Il problema del Tfr è molto più sentito tra i lavoratori del pubblico impiego che quelli del privato perché i primi sono soggetti ad una trattenuta sullo stipendio del 2,5% mentre per i secondi, il trattamento di fine rapporto è totalmente a carico del datore di lavoro.

Il presidente Anief, Marcello Pacifico, in un’intervista a Teleborsa prospetta possibili soluzioni tra cui il ricorso alla Consulta per dare ai dipendenti statali una giusta equiparazione con i privati.

Anief mette a disposizione dei modelli di diffida per tutti coloro che sono stati assunti dopo il 2000, per richiedere indietro, interrompendo i termini di prescrizione, questo 2,5 di trattenuta ed impedirne in futuro un nuovo accredito sugli stipendi degli statali.

“Si tratta di una disparità di trattamento che non ha nessuna ragione di essere” -secondo Pacifico e sostiene – “si lavora nel pubblico come nel privato ed è giusto che entrambi abbiano la stessa liquidazione e se devono avere la stessa liquidazione,non è giusto che alcuni lavoratori del paese, tutti quelli del pubblico impiego, abbiano una liquidazione inferiore”.

TFR, tra pubblico e privato due pesi e due misure