Tesla, il fondatore Elon Musk chiarisce i termini del delisting con fondo saudita

(Teleborsa) – Tornano i riflettori su Tesla Motor, che ieri ha guadagnato ancora a Wall Street, in vista del delisting del titolo dal Nasdaq. A rilanciare l’ipotesi è stato un chiarimento del fondatore del colosso dell’auto elettrica, Elon Musk, che ha confermato l’acquisto di un pacchetto del 5% dell’azienda da parte di un fondo sovrano saudita e di essere in trattative con l’investitore mediorientale per programmare l’uscita dalla borsa

Del delisting di Tesla si era parlato la scorsa settimana e la SEC, l’autorità di vigilanza americana, aveva aperto un’indagine sulla trasparenza di questa operazione. La precisazione di Musk giunge quindi per tacitare l’Autorità di controllo e chiarire i termini e le ragioni dell’operazione. 

“Come ho annunciato martedì scorso, sto pensando di privatizzare Tesla perché ritengo che potrebbe essere un bene per i nostri azionisti consentire a Tesla di operare al meglio e far progredire la nostra mission di accelerare la transizione verso l’energia sostenibile”, ha spiegato il suo fondatore.

Musk ha poi spiegato di aver avanzato una proposta al Board, il 2 agosto scorso, per valorizzare le azioni 420 dollari, un premio del 20% sull’attuale prezzo del titolo (350 dollari), e di voler ottenere il supporto per la vendita dei due terzi degli azionisti “stabili”, che hanno creduto nella società e confidano di voler restare nel capitale dopo l’uscita dal mercato.   

Quanto all’affermazione fatta martedì scorso di aver già assicurate le “risorse” per l’operazione, Musk ha confermato di esser stato contattato più volte dal fondo saudita negli ultimi due anni, la prima volta all’inizio del 2017, e di aver avuto un ultimo incontro il 31 luglio scorso in cui l’investitore saudita ha confermato l’appoggio finanziario all’operazione. 

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