Terremoto, Etna: il “gigante buono” fa paura. CdM decreterà stato emergenza

(Teleborsa) – Sono più di 350 gli sfollati del terremoto nel Catanese. Quello delle 3:19 di notte del 26 dicembre scorso è considerato dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologi (Ingv) uno dei terremoti più energetici mai registrati sul vulcano. L’evento sismico, di magnitudo pari a 4.8, ampiamente avvertito dalle popolazioni residenti in quasi tutto il comprensorio catanese, ha provocato danni ed alcuni feriti nelle aree più prossime all’epicentro tra Zafferana Etnea, Aci Catena e Acireale. Per gli esperti il sisma è legato all’attivazione della faglia Fiandaca e della faglia di Pennisi, due delle strutture più meridionali del sistema tettonico delle Timpe.

Sul vulcano attivo più grande d’Europa gli strumenti dell’Ingv continuano a registrare decine di scosse, ma di bassa energia. Per gli esperti lattività dell’Etna è in una fase che può avere “dinamiche ulteriori con possibili aperture di nuove bocche di eruzione a quote più basse”.

Proprio in queste ore cresce la paura per chi vive ai piedi del “gigante buono” ma la situazione sembra andare verso la normalizzazione come dice a TLB Gianni Belfiore, un passato da uomo di mare e noto paroliere, che vive nelle vicinanze di Milo, a pochi metri dall’Etna.

Il vulcano ce l’ho praticamente a casa, si stava preparando all’eruzione, la lava alla base del vulcano cercava di uscire e a un certo punto non ce l’ha fatta, questo ha scatenato il terremoto, che ovviamente è un terremoto vulcanico, non di quelli tradizionali. Di solito assistiamo a scosse più leggere, cosi forte non era mai successo, purtroppo hanno subito danni i paesini collocati nella faglia pericolosa, lì sono andate giù le case e le costruzioni più vecchie. Al momento l’eruzione è quasi terminata, la situazione va verso la normalizzazione”.

ITALIA A RISCHIO – In senso generale, l’Italia è un paese vulnerabile. Basti pensare, ad esempio, che il 91% dei comuni italiani si trova in zona a rischio idrogeologico, cioè in un’area in cui il pericolo di frane è elevato (livello P3) o molto elevato (P4) o la pericolosità idraulica è di livello medio, come rivela l’ultimo rapporto Ispra. Ogni anno si contano danni e vittime per eventi naturali con la complicità della piaga dell’abusivismo. C’è poi appunto il rischio sismico, altissimo, con le politiche di prevenzione che spesso latitano.

Nel recente maxiemendamento uscito dal Senato, ad esempio, nonostante vi siano 36 miliardi di euro per investimenti infrastrutturali, poco e nulla per la prevenzione del rischio sismico.

DI MAIO ANNUNCIA LO STATO D’EMERGENZA“Domani sarà dichiarato lo stato di emergenza e saranno stanziate le risorse necessarie per dare supporto ai sindaci e alle autorità locali per aiutare le famiglie”. Lo ha detto il vicepremier Luigi Di Maio appena arrivato a Fleri, frazione di Zafferana Etnea, tra le zone maggiormente danneggiate dal terremoto di Santo Stefano.

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