Telecom Italia torna in utile. Partnership per la copertura in fibra delle zone rurali

(Teleborsa) – Telecom Italia ritorna all’utile nel 2016, chiudendo l’esercizio con un risultato netto positivo per 1,8 miliardi di euro, rispetto al rosso di 70 milioni archiviato nel 2015. Il risultato beneficia, oltre che dell’andamento dei margini, anche dell’apporto positivo di alcune partite meramente finanziarie legate al prestito obbligazionario a conversione obbligatoria emesso a fine 2013.

“Il processo di turnaround avviato nel 2016 dal management – sottolinea una nota del gruppo – ha portato i principali indicatori economico finanziari in significativo recupero, permettendo a TIM di raggiungere tutti i target prefissati”.

Sarà proposto un dividendo solo per le azioni di risparmio pari a 2,75 centesimi di euro. 

Quanto all’andamento del business, i ricavi ammontano a poco più di 19 miliardi di euro, in calo del 3,5% (-694 milioni di euro) rispetto all’esercizio 2015 (19.719 milioni di euro. L’EBITDA cresce del 14,2% ad oltre 8 miliardi di euro, mentre l’EBIT è pari a 3,7 miliardi di euro, in aumento del 25,6% rispetto all’esercizio 2015 (+26,8% in termini organici).

L’Indebitamento Finanziario Netto rettificato ammonta a 25.119 milioni di euro al 31 dicembre 2016, in diminuzione di 2.159 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2015 (27.278 milioni di euro).

Partnership per portare la fibra nelle “aree bianche”

Il Consiglio di Amministrazione di TIM ha approvato anche il progetto di sviluppo della banda ultralarga, presentato dall’Amministratore Delegato Flavio Cattaneo, per la creazione di una società dedicata esclusivamente allo sviluppo selettivo di nuove infrastrutture in fibra in aree inserite nella classificazione dei cluster C e D (cosidette “aree bianche” o rurali) in base alle norme UE.

Il progetto prevede la costituzione di una società partecipata, la cui maggioranza sarà detenuta da un socio finanziario, che sarà scelto nei prossimi mesi e la cui procedura di individuazione è stata avviata. La realizzazione di questa partnership permetterà a TIM, tramite la nuova società, di raggiungere i propri obiettivi di copertura del Paese con Banda Ultralarga con quasi 2 anni di anticipo rispetto alla tempistica prevista dal piano triennale.

Grazie a questa accelerazione nei Cluster C e D, l’obiettivo di copertura del 95% della popolazione italiana con connessioni UBB sarà già raggiunto alla fine del primo semestre del 2018 mentre nel 2019, termine dell’attuale piano, la copertura salirà al 99% anche con il contributo di tecnologie wireless. Per realizzare questa infrastruttura la nuova società utilizzerà le migliori tecnologie disponibili sul mercato con architetture FTTC fino a 300 megabit/s. I comuni interessati dal progetto sono oltre 6 mila e saranno collegate oltre 7 milioni di abitazioni. La società offrirà a tutti gli operatori servizi di connessione wholesale, garantendo parità di trattamento.

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