Telecom Italia, Recchi e de Puyfontaine commentano l’ascesa di Niel

Il caso Telecom Italia continua a catalizzare l’attenzione degli investitori e non solo.

Dopo la Consob, sul finire della scorsa settimana anche l’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha acceso un faro sulla scalata di Xavier Niel chiedendo chiarimenti all’azienda italiana. Il watchdog ha anche chiesto a Telecom di indicare chi ha partecipazioni superiori al 2%, i verbali delle assemblee degli ultimi tre anni e se ci sono eventuali patti parasociali con l’obiettivo di verificare chi ad oggi detiene il controllo della società.

A Niel l’Antitrust ha richiesto invece la composizione dell’azionariato del gruppo, gli asset in cui opera, gli atti del Consiglio di Amministrazione che ha deciso l’acquisto. 

Come noto, in pochi giorni il miliardario francese Xavier Niel, fondatore della compagnia Internet Iliad ed azionista di maggioranza con il 55% dell’operatore mobile francese Free Mobile, è salito al 15,1% di Telecom Italia. Questa scalata ha immediatamente acceso il sospetto che l’imprenditore stia agendo di concerto con Vivendi, che è il principale azionista di riferimento della compagnia telefonica italiana e che a sua volta sta progressivamente incrementando la quota nel gruppo. Sia Vivendo che Telecom continuano però a negare patti occulti e colpi di scena.

In una intervista rilasciata al Corriere della Sera il Presidente di Telecom, Giuseppe Recchi, ha dichiarato che Niel si può considerare un’azionista “amichevole” e che è da escludere completamente la possibilità che la sua partecipazione sia stata costruita in accordo con Vivendi. 

Recchi ha confermato di aver incontrato l’imprenditore francese affermando: “mi ha detto che storicamente con i suoi interventi punta a creare uno stimolo per l’efficienza e per un business model vincente. Uno stile amichevole: nelle sue aziende opera solitamente come responsabile delle strategie e non come Chief Executive Officer o Presidente”. 

Alla domanda se l’ingresso di Niel vada considerato amichevole, il Presidente ha risposto: “Sì, dal colloquio di sabato direi certamente sì. Abbiamo parlato delle opportunità che vede nel nostro settore, e sono le stesse che raccontiamo ai nostri investitori”.

Nemmeno il CEO di Vivendi Arnaud de Puyfontaine sembra preoccupato dell’ascesa di Niel. “Siamo rimasti sorpresi quando abbiamo saputo che Niel aveva costruito una posizione su Telecom Italia. E’ stata davvero una sorpresa, ma questo non cambia in alcun modo i piani di Vivendi” ha dichiarato in un’intervista sempre al Corriere della Sera.

Secondo il top manager la mossa dell’industriale non dovrebbe essere ostile. Sicuramente, ha poi assicurato, Niel non ha agito di concerto con Vivendi.

Il manager ha poi affermato che con i vertici di Telecom “abbiamo parlato e continuiamo a farlo. Come socio di Telecom ho chiesto informazioni sulla situazione. L’arrivo di un nuovo azionista riguarda la società ma si tratta comunque di una situazione che andrà chiarita, a cominciare dal modo in cui Niel ha costruito la sua posizione con i derivati”.

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