Telecom Italia, arriva Xavier Niel. Consob non ci vede chiaro

Continua a risuonare il colpo di scena nell’azionariato di Telecom Italia.

Vivendi, che è il principale azionista di riferimento della compagnia telefonica italiana e sta progressivamente incrementando la sua quota nel gruppo, ha visto infatti entrare un nuovo socio con una partecipazione non indifferente. 

Il miliardario francese Xavier Niel è infatti entrato nel capitale della big italiana delle tlc con una partecipazione dell’11,2%, che ha un valore attuale di mercato circa 1,7 miliardi. La comunicazione è stata effettuata ieri alla Consob dall’imprenditore francese, fondatore della compagnia Internet Iliad ed azionista di maggioranza con il 55% dell’operatore mobile francese Free Mobile. 

In realtà, l’ingresso di Xavier Niel nel capitale è avvenuto attraverso società indirettamente controllate. Una quota è detenuta mediante una società denominata Rock Investment e fa riferimento ad una posizione lunga (acquisto) su titoli Telecom che riflette una partecipazione potenziale del 6,1% con diritto di voto, riveniente dalla stipula di contratti di opzione “call”. Altre posizioni lunghe (acquisto) in derivati pari al 5,1% del capitale sono state rese note dalla società Njj Holding. Tutti i pacchetti hanno scadenze comprese fra giugno 2016 e novembre 2017.

Naturalmente, la notizia di questo investimento ha messo le ali al titolo Telecom Italia, che ieri ha guadagnato in Borsa l’8,7%, grazie alla maggiore contendibilità del titolo e del controllo societario.

L’operazione ha anche alimentato voci di un collegamento fra Xavier Niel e Vivendi, che sono state subito smentite dai diretti interessati. L’Ad di Telecom, Marco Patuano ha dichiarato: “personalmente non credo ci sia un fronte comune tra i due, anche perché banalmente se superassero il 30% avrebbero ripercussioni di tipo giuridico, non penso che ci sia una liaison tra i due”. E l’ipotesi di una guerra fra i due? Patuano ha risposto “Non posso saperlo”. Anche la compagnia media guidata da Vincent Bollorè ha smentito ufficiosamente queste voci, ribadendo che Vivendi è un socio di lungo periodo di Telecom.

Tutta l’operazione ha messo in guardia anche l’autorità di vigilanza, tanto che fonti hanno confermato che Consob avrebbe acceso un faro sulla vicenda, che “è all’attenzione degli uffici” dell’Authority.

Intanto, ieri, anche il fronte brasiliano si è risvegliato, con l’operatore mobile Oi che ha siglato una lettera d’intenti con il fondo russo Letter One per TIM  Brasil.

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