Tax ruling e aiuti di Stato, a giorni i primi verdetti

Starbucks e Fiat Chrysler Automobiles potrebbero essere costrette a pagare decine di milioni di euro di tasse arretrate aprendo la strada ad altre sanzioni a carico di multinazionali sospettate di aver beneficiato di regimi fiscali illegali.

Il Financial Times scrive che in settimana, forse domani, il Commissario europeo per la concorrenza, Margrethe Vestager, si pronuncerà sui casi di tax ruling di Starbucks e FCA che, secondo fonti europee, sarebbero solo “la punta dell’iceberg”.

I loro casi costituirebbero comunque un importante precedente legale per bloccare anche le tassazioni “allegre” di altri colossi quali Amazon e Apple, altre due big finite sotto la lente di Bruxelles.

Secondo il quotidiano britannico, la catena americana di caffetterie non ha versato tasse per una cifra inferiore ai 30 milioni di euro, avendo pagato in Olanda una aliquota del 2,5% invece di quella effettiva del 25%.

Per Fiat le stime sono per una cifra non superiore ai 200 milioni. Fiat Chrysler Finance Europe avrebbe infatti pagato un’aliquota all’1% circa in Lussemburgo e non del 29%.

Gli Stati coinvolti (Olanda, Irlanda e Lussemburgo) insistono nel dire di non avere commesso nulla di sbagliato. Il dubbio è che abbiano invece permesso pratiche fiscali che invece sono risultate in aiuti di stato illegali.

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