TAV, tensione nel Governo: non c’è accordo Lega-5Stelle

(Teleborsa) – Si è concluso con un nulla di fatto il vertice di questa mattina, martedì 5 marzo, a Palazzo Chigi tra il Presidente del Consiglio Conte, i due Vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini, alla presenza del ministro per le Infrastrutture Danilo Toninelli, per fare il punto sulla TAV.

Il Governo prende ancora tempo, scatenando le ire delle opposizioni che parlano apertamente di “farsa” e tocca ancora una volta a Conte metterci la faccia: “Siamo in dirittura d’arrivo, nel percorso finale. Oggi c’è stata la prima riunione politica, abbiamo iniziato l’analisi costi-benefici. Domani sera alle 8,30, riunione con i tecnici a oltranza, una scelta potrebbe arrivare entro venerdì”, (8 marzo, ndr), ha detto il Premier parlando ai giornalisti.

LA LEGA SPINGE, 5STELLE NICCHIA – Di concreto non filtra ancora nulla ma le posizioni sono note da tempo con i due partiti di Governo schierati su fronti opposti. Da un lato la Lega che spinge da sempre per la realizzazione dell’opera, dall’altro il Movimento 5 Stelle che nicchia e mai come ora deve calibrare passi e mosse per non scatenare una ulteriore fuga di consensi, dopo la doppia debacle elettorale in Abruzzo e Sardegna.

LA SCADENZA DELL’11 MARZO– in particolare c’è da decidere se dare via libera alla Telt, la società paritaria italo francese a cui sono affidati i cantieri, per i nuovi bandi. Se entro l’11 marzo prossimo non dovesse arrivare il via libera, l’Italia rischia economicamente grosso, ossia di dover restituire i finanziamenti ricevuti dalla Ue, a partire da una prima tranche di 300 milioni.

GOVERNO NON CADRA’, PAROLA DI CONTE – Stallo, dunque, nell’esecutivo ma non è rischio la tenuta del Governo. Almeno a quanto assicura il Premier: “Posso garantire che prenderemo una decisione per tutelare l’interesse nazionale e di tutti i cittadini. Siccome prenderemo una decisione nell’interesse nazionale il Governo non può cadere”.

ZINGARETTI PARTE AD ALTA VELOCITA’ – Intanto, la prima mossa di Nicola Zingaretti, neo segretario Pd, riguarda proprio la TAV. Per questo, ieri, è andato a Torino da Sergio Chiamparino per ribadire la necessità di realizzare l’opera, mettendo l’accento, in particolare, sugli aspetti economici ed occupazionali: “La Tav è un simbolo nazionale di come non ci si deve comportare rispetto alle aspettative di futuro di un grande Paese come l’Italia”, ha detto.

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