TAV, scontro tra Lega e 5 Stelle. Salvini avvisa Conte: “Occorre andare avanti”

(Teleborsa) – Dopo mesi di silenzio, lalinea ferroviaria ad Alta Velocità Torino-Lione torna a conquistare le prime pagine dei quotidiani creando malumori e spaccature nel nuovo esecutivo. Se, infatti, non è mistero che i 5 Stelle, da sempre ostili, sarebbero pronti a sospendere i lavori e rinunciare all’opera, dall’altra il vice Premier e Ministro dell’Interno Salvini sembra essere di idea opposta e avverte gli alleati di maggioranza: “Occorre andare avanti”. Intanto, l’altro vice Premier e doppio Ministro Di Maio sceglie la strada dell’attendismo e annuncia che la questione non è al vaglio di Palazzo Chigi e che “deciderà Toninelli”. Nel frattempo, bisogna fare i conti con l’Unione Europea che mette fretta e spinge per l’avanzamento dei lavori.

CHIAMPARINO LANCIA IL REFERENDUM E INCASSA L’OK DEL CENTRODESTRA – Situazione bollente, mentre si allarga il fronte del “Si” alla linea ferroviaria ad Alta Velocità Torino-Lione con il Governatore del Piemonte, Sergio Chiamparino, che lancia la proposta di una consultazione popolare sul destino de nuovo collegamento Alta Velocità che attraversa la Val di Susa. Una proposta di Referendum che incassa i conensi di Forza Italia e Fratelli D’Italia, con Giorgia Meloni, che anzi rivendica la primogenitura dell’iniziativa: “A metà giugno ho personalmente lanciato un appello a tutte le segreterie regionali dei partiti piemontesi per organizzare insieme il TAV DAY”.
CGIL si unisce al coro definendo la TAV “Opera fondamentale”, opponendosi al dietrofront difendendo anche il gasdotto TAP e il Terzo Valico.

TRA CLAUSOLE VESSATORIE, ACCORDI BILATERALI E DIRITTI DI RIVALSA, L’USCITA DI SCENA CI COSTEREBBE 2 MILIARDI -Bloccare la Tav? In realtà, numeri alla mano, sembra molto più semplice a dirsi che a farsi. Di mezzo, infatti, ci sono clausole contrattuali, accordi bilaterali, norme comunitarie con le quale bisogna fare, è proprio il caso di dirlo, i conti. E che conti.  Sul piatto, infatti, tanti soldi: l’uscita di scena dell’Italia costerebbe ai contribuenti qualcosa come 2 miliardi di euro, stima per difetto. Lo dicono i calcoli del commissario di governo per la realizzazione della Torino-Lione. La Commissione Ue, nella giornata di ieri, ha precisato che non potrà essere imposta una penalità dal 2 al 10% e nemmeno che Roma possa essere esclusa da ulteriori finanziamenti infrastrutturali. Bruxelles non esclude invece che potrebbe chiedere a Roma, in caso l’Italia uscisse dalla Tav, di rimborsare il contributo già erogato.

ALTRA GIORNATA CALDA – Oggi in Valle di Susa migliaia di cittadini sono già scesi in strada per la marcia del movimento No Tav al grido di “La Valle che resiste. No Tav”. L’ultima tappa del corteo è proprio il cantiere della Torino-Lione a Chiomonte.
Intanto una ventina di manifestanti No Tav, che ieri pomeriggio hanno preso parte al corteo in Valle di Susa, sono stati denunciati dalla polizia. Gli attivisti denunciati hanno utilizzato un flessibile per abbattere la recinzione posta a protezione del cantiere. Lo ha reso noto la Questura, precisando che il corteo non era autorizzato. Tra i partecipanti, circa un migliaio, anche famiglie con bambini.

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