TAV, monito all’Italia da UE e Francia: “rispettare impegni presi”

(Teleborsa) – Il possibile ritiro dell’Italia dal progetto TAV Torino-Lione mette in allarme Francia e Unione Europea.

Nell’ultima versione dell’accordo di Governo tra Lega e Movimento 5 Stelle è saltato lo stop ai lavori con l’obiettivo di avviare una discussione più approfondita in materia, ma intanto sono giunti alcuni richiami in materia.

La Commissaria europea ai Trasporti Violeta Bulc ha invitato a rispettare gli impegni presi nel 2014 per completare i corridoi Ten-T mentre da Parigi avvertono che in caso di ritiro unilaterale l’Italia dovrà rimborsare a UE e Francia le somme spese.

Ad oggi i lavori per la TAV sono costati 1,5 miliardi di euro.

Secondo l’Unione industriale di Torino stoppare la Torino-Lione costerebbe “2 miliardi di euro, in quanto dovremmo restituire all’Europa il 50% dei finanziamenti erogati per gli studi e i progetti, la quota di costi sostenuta dalla Francia”, come spiegato dal Presidente Dario Gallina, secondo il quale i lavori sono a uno stadio troppo avanzato per recedere e non è vero che i costi per ultimare l’opera sono proibitivi.

La spesa complessiva a carico dell’Italia, su un totale di 8,6 miliardi finanziato al 40% dall’Europa, è infatti di 2,3 miliardi, “circa quanto ci costerebbe recedere, privandoci però di un’opera fondamentale per il trasporto di merci e persone” ha poi dichiarato Gallina, ricordando che “oggi alla realizzazione della TAV lavorano 800 persone e che in capo a 2/3 anni, con il potenziamento dei cantieri, sarebbero progressivamente saliti sino a 8 mila unità. Ma soprattutto, il danno economico per le imprese sarebbe gravissimo: sparirebbero infatti tutti gli appalti per un valore di 5,5 miliardi di euro, già in assegnazione entro il 2019” ha concluso.

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