TAV, l’analisi costi-benefici boccia il progetto. Toninelli: “Numeri impietosi”

(Teleborsa) – Dopo il vaglio della Francia e dell’Europa, l’analisi costi-benefici sulla Torino-Lione è stata finalmente consegnata a Palazzo Chigi e pubblicata sul sito del Mit. Ieri il documento, come annunciato dal ministro Danilo Toninelli, è stato ufficialmente inviato a Luigi Di Maio e Matteo Salvini anche se, al momento, i due vicepremier non hanno rilasciato commenti sui contenuti dell’analisi. Salvini, impegnato da questa mattina in un vertice a Palazzo Chigi, in realtà, ha detto di non aver ancora letto la relazione sulla Tav limitandosi a ribadire che “sarebbe un peccato lasciarla incompiuta, non perché lo dicono i francesi, ma perché credo che serva agli italiani”. Da Bruxelles, intanto, fonti Ue fanno sapere che “è ancora in corso l’esame del documento inviato dal governo” e “ci sono alcuni aspetti del documento che dovranno essere chiariti con le autorità italiane”.

Scarica il documento in Pdf

I ritardi sulla lettura del dossier hanno fatto slittare a questa mattina l’incontro sul tema tra i vicepremier e Giuseppe Conte, previsto inizialmente nella tarda serata di ieri. Dopo il gran rifiuto della scorsa settimana, prevista, invece, per domani l’audizione in commissione Trasporti alla Camera del professor Marco Ponti che illustrerà i risultati contenuti nel dossier.

Come preannunciato le conclusioni dell’analisi non sono positive e arrivano a bocciare, di fatto, l’opera.

Redditività fortemente negativa – La Tav avrebbe un impatto sulle finanze pubbliche degli Stati interessati superiore alla sola somma dei costi di investimento e di gestione: a questi devono infatti essere sommate le minori accise che – si legge nell’analisi costi-benefici del Ministero delle infrastrutture e trasporti – portano il bilancio complessivo da 10 a 11,6 miliardi (flussi attualizzati) nello scenario “realistico” e a 16 miliardi in quello dell’Osservatorio 2011. “L’analisi condotta – si legge nel documento – mostra come, assumendo come dati di input relativamente alla crescita dei flussi di merce e dei passeggeri e agli effetti di cambio modale quelli non verosimili contenuti nell’analisi costi-benefici redatta nell’anno 2011, il progetto presenta una redditività fortemente negativa“. Secondo il rapporto “qualora si faccia riferimento a stime di crescita della domanda e di modifica della ripartizione modale più realistiche, gli effetti complessivi del progetto durante gli anni di esercizio, escludendo cioè il costo di investimento, risultano pari a 885 milioni”. Un risultato che, spiega l’Analisi, deriva dalla somma di due componenti di segno opposto: “la prima relativa ai flussi di merci, determina un effetto negativo pari a 463 milioni” mentre “la seconda, relativa ai passeggeri, determina un beneficio positivo pari a 1,3 miliardi”. Considerato che i costi attualizzati di investimento a finire e gestione dell’opera assommano a 7,9 miliardi, il valore attuale netto economico (Vane) – ossia la perdita di benessere, differenza tra costi sostenuti e benefici conseguiti – conseguente alla realizzazione dell’opera risulta pari a 7 miliardi. Una cifra alla quale – continua l’Analisi – “devono essere sottratti i costi di ripristino delle opere realizzate finora (messa in sicurezza delle gallerie e rinaturalizzazione dei siti) stimati pari a 347 milioni e quelli della messa in sicurezza della linea storica che per un ammontare massimo di 1,5 miliardi”. Considerazioni che fanno scendere il Vane a -5,7 miliardi.

Analisi giuridica: “Non determinabili i costi in caso di scioglimento opera” – Dall’analisi tecnico-giuridica sulla Tav emerge l’impossibilità di determinare in maniera netta i costi in caso di scioglimento “a causa dell’esistenza di più soggetti sovrani che dovrebbero inevitabilmente considerare in sede negoziale le rispettive posizioni”. In via “puramente ipotetica”, tuttavia, l’analisi stima a titolo di risarcimento per lo scioglimento di contratti in corso per servizi d’ingegneria e lavori fino a un massimo del 30% dell’ammontare dell’importo della parte di utile ancora da conseguire al momento dello scioglimento dei contratti; a titolo di risarcimento o “penalità'” esplicitamente previste dal Grant Agreement, le quali si verificano solo nell’ipotesi in cui lo scioglimento venisse giudicato alla stregua di una violazione dell’accordo per colpa grave, una somma dovuta compresa tra un minimo di 16 milioni e un massimo di 81 milioni. Nell’eventualità di una rivalsa relativa alla parte di costi sostenuti dalla Francia per la parte delle indagini, la somma ammonterebbe, invece, a circa 400 milioni.

Toninelli “numeri dell’analisi impietosi” – “Come ciascuno adesso può vedere da sé, i numeri dell’analisi economica e trasportistica sono estremamente negativi, direi impietosi: stiamo parlando di costi che, su un trentennio di esercizio dell’opera, superano i benefici di quasi 8 miliardi, tenendo conto del solo esborso per il completamento” ha commentato Toninelli. Vorrei far notare –continua il Ministro – che nello scenario realistico dell’analisi costi benefici, le accise pesano appena per 1,6 miliardi e non sono certo decisive nel far pendere l’ago della bilancia dalla parte dei costi dato che l’opera è negativa per 7 miliardi”.

TAV, l’analisi costi-benefici boccia il progetto. Toninelli: &#8...