TAV, il monito dell’Ue: “Meno fondi se ci sono ritardi”

(Teleborsa) – TAV si o no? La linea alta velocità che collegherà Torino e Lione resta al centro del dibattito politico, e il rischio di un ritardo nella realizzazione dell’infrastruttura infastidisce l’Unione Europea. Specialmente dopo l’incontro tra i Ministri delle Infrastrutture e dei Trasporti di Italia e Francia, Toninelli e Bourne, con la quale sono stati congelati i bandi di gara previsti entro dicembre in attesa di un’analisi costi benefici. “Analisi scientifica e senza nessun preconcetto”, ha dichiarato al termine del summit Danilo Toninelli.

“Ridiscutere integralmente il progetto” la linea del Governo italiano, “completamento nei tempi e riduzione dei fondi in caso di ritardo” la risposta europea. Due linee difficilmente conciliabili, specie dopo le dichiarazioni del portavoce della Commissione Europea ai Trasporti Enrico Brivio, che ha parlato di “opera essenziale per tutta l’Europa e ritardi nella realizzazione del progetto potrebbero portare a una riduzione dei finanziamenti da Bruxelles”.

Ma negli ultimi giorni si stanno moltiplicando le richieste di chiarezza su quanto il Governo intenda fare a proposito di quest’opera. Dopo la manifestazione “Si TAV” che ha portato a Torino circa 40 mila manifestanti, oggi 14 novembre 2018 si è espresso a favore dell’opera anche un esponente della maggioranza, il Sottosegretario all’economia Massimo Garavaglia. “L’analisi è facilissima, l’asse Torino-Milano-Trieste fa il 70% del PIL e quindi le merci devono circolare alla velocità giusta e nel modo migliore”, le parole del leghista.

Analisi costi-benefici criticata anche dal Commissario Straordinario per la Torino-Lione Paolo Foietta. “Se la gare non partono, ogni mese si perdono oltre 75 milioni di euro. Così si va incontro a un danno erariale e il passo del Frejus (dove attualmente passano le merci) è un’infrastruttura inadeguata. Non c’è nessun atto che blocchi l’opera, non c’è nessun decreto che ha nominato gli esperti che svolgeranno l’analisi. Non si capisce perché i cantieri debbano fermarsi”, ha attaccato senza mezzi termini Foietta.

Anche Confindustria Piemonte non ci sta, e una delegazione guidata dal suo Presidente Fabio Ravanelli e dal numero uno degli Industriali Torinesi Dario Gallina si è recata oggi in visita ai cantieri tra Francia e Val di Susa. I due industriali hanno invitato Di Maio e Appendino a visitare “il cantiere per la Torino-Lione in Francia, in piena operatività, e il tunnel del Frejus, per verificarne l’inadeguatezza”.

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