TAV, il confronto prosegue con l’ipotesi di referendum sempre in campo

(Teleborsa) – Non si placa il dibattito sulla TAV, al centro dell’interesse politico ed economico del paese, ma ognuno resta sulle proprie posizioni, anche dopo la pubblicazione dell’analisi costi-benefici commissionata dal MIT. Questa avrebbe infatti dato parere negativo al completamento dell’opera, il cui costo supererebbe di gran lunga i ricavi attesi, al punto da consigliare di chiudere il capitolo con il pagamento di una penalità alla controparte francese.

Ed è proprio la voce dei francesi del Comitè Transalpine Lyon-Turin che si fa udire stamattina, 13 febbraio 2019, sollecitando spiegazioni da parte del governo italiano e puntando il dito contro la relazione definita “straordinariamente di parte”.

Tra i fautori del sì alla TAV, in primis Lega e associazioni imprenditoriali, e chi dice no all’opera dell’Alta velocità Torino-Lione, ovvero Movimento 5 Stelle ed associazioni ambientaliste, si riaffaccia l’ipotesi del referendum consultivo, che è stato sollecitato a livello regionale e comunale.

Frattanto, il tecnico che ha guidato il team per l’analisi costi-benefici, il professor Marco Ponti, uscendo dalla Camera dopo l’audizione, ha sottolineato che per l’analisi sono stati usati strumenti internazionali difficilmente manipolabili. In relazione alle contestazioni arrivate da Pierluigi Coppola, il membro della commissione che non ha firmato l’analisi, ha affermato “perfettamente libero di esprimere la sua opinione. Ricordo però che è uno su cinque”.

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