Tav, Governo spaccato suTorino-Lione. Unica strada il rinvio

(Teleborsa) – Oltre all’opinione pubblica la Torino-Lione spacca anche il Governo Lega-M5s e la luce in fondo al tunnel ancora non si vede. Mentre il ministro Danilo Toninelli ribadisce di essere “profondamente contrario” all’opera, la Lega è apertamente a favore tanto che, ieri, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti, ha affermato che “la Tav è un investimento importante per tenere l’Italia legata all’Europa”.

Tra analisi, mini-Tav, dossier, sondaggi e smentite sulla questione, tuttavia, regna ancora il caos.

Dopo le indiscrezioni di stampa che attribuivano al premier Giuseppe Conte un orientamento favorevole al progetto mini-Tav – indicato come un possibile compromesso tra i contrapposti orientamenti di Lega e M5s sulla Torino – Lione e definito dai 5 Stelle No Tav più ortodossi “una versione ridotta di uno scempio” – ieri dalla presidenza del Consiglio è arrivata una smentita. Nessuna ipotesi mini-Tav, dunque né alcuna richiesta di un ulteriore contributo all’analisi costi-benefici dell’opera. Il riferimento è al nuovo documento annunciato dal professor Marco Ponti, il ‘supplemento’ all’analisi secondo cui i costi complessivi che dovrebbe affrontare l’Italia per realizzare il tunnel di base si dimezzerebbero, passando da 7 a 3,5 miliardi di euro. “Non è stato fatto alcun supplemento – ha spiegato Ponti –. Il ministero ci ha chiesto di analizzare solo le ricadute della parte italiana utilizzando il lavoro già fatto nel precedente studio. Dal mio punto di vista ci sono ancora i numeri per poter affermare che realizzare la Torino-Lione vorrebbe dire buttare via dei soldi pubblici. Poi entrano in gioco altri fattori: penali, costi di completamento e altri aspetti”.

Ma se questa, formalmente, rimane la posizione del Governo, i numeri dello studio commissionato da Di Maio per sondare l’umore del popolo cinquestelle non lasciano spazio a interpretazioni: il 70% dice “sì” alla Tav.

Al momento, l’unica strada percorribile per il governo sembra quella del rinvio. Se entro l’11 marzo, forte del fatto che possono essere fermati entro 6 mesi, il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli dovesse decidere di autorizzare l’avvio dei bandi di gara per 2.5 miliardi metterebbe per il momento a tacere i Si Tav, senza perdere 300 degli 813 milioni di finanziamenti europei, riuscendo a stoppare anche il progetto di referendum lanciato dal presidente piemontese Sergio Chiamparino.

“Sulla Tav siamo stati pazienti per dare al governo il tempo di riflettere. Ora siamo fiduciosi che la decisione arriverà molto presto”, ha affermato il ministro francese dell’Economia Bruno Le Maire intervenendo sulla questione. Per Le Maire la Tav è un progetto “simbolico perché rappresenta il desiderio di avvicinare i nostri territori. Ed è utile per facilitare il movimento di merci e persone tra Francia e Italia”.

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