Tassi, bocche cucite alla Fed ma l’inflazione resta troppo bassa

(Teleborsa) – La Fed si riunirà la prossima settimana per decidere quale direzione dare alla politica monetaria: se proseguire con un graduale rialzo dei tassi o attendere che siano passate le turbolenze sui mercati internazionali e si siano stabilizzati i prezzi delle commodities. 

In attesa del grande evento, restano cucite le bocche dei membri del FOMC, il comitato di politica monetaria della Federal Reserve. Ieri, un intervento di due membri votanti – Stanley Fischer e Lael Brainard – non ha suggerito nulla riguardo le decisioni che saranno assunte. 

Fischer, in particolare, non ha detto molto di più di quanto recentemente affermato dalla Yellen ed ha parlato dell’inflazione, tema chiave per decidere sul livello dei tassi, sostenendo che vi sono stati di recente i “primi segni di recupero”, ma il tasso resta ancora lontano dal target del 2% di lungo periodo.

Il vice della Yellen ha però escluso che i tassi possano essere portati in negativo in USA ed ha affermato che anche le esperienze della BCE e della Bank of Japan hanno funzionato meglio di quanto atteso e non sono la causa del deprezzamento delle valute.

Fischer ha però ammesso che potrebbero esservi periodi più frequenti di tassi vicini allo zero ed ha difeso l’efficacia delle misure di stimolo – tassi e QE – contro lo scetticismo manifestato da più parti sull’efficacia di tali strumenti.

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Tassi, bocche cucite alla Fed ma l’inflazione resta troppo bassa