Supply chain, ExportUSA presenta nuovi percorsi per le infrastrutture critiche

(Teleborsa) – “Pandemia e l’aggressione militare della Russia nei confronti dell’Ucraina stanno generando complicazioni per tutti i sistemi di fornitura: dalle materie prime, ai semiconduttori, ai chip, all’energia. C’era bisogno incontrarci, fare il punto della situazione e determinare quali azioni intraprendere per superare questo difficile momento storico”. È quanto ha affermato Lucio Miranda, presidente di ExportUSA in occasione dell’incontro “Verso una supply chain più sostenibile: nuovi percorsi per le infrastrutture critiche”. L’iniziativa, organizzata dalla società ExportUSA presso la Sede della rappresentanza Commissione e del Parlamento europeo, in collaborazione con ‘Formiche’, ha riunito esperti del mondo imprenditoriale e istituzionale provenienti da entrambe le sponde dell’Atlantico e dai Balcani. Un primo incontro, al quale seguiranno riunioni tecnico operativo dove saranno definite proposte concrete, per aiutare le istituzioni e definire nuove azioni in grado di aiutare le imprese a supere le criticità determinate da una supply chain troppo distante.

“Il contesto e la struttura normativa per superare i problemi legati alla Supply Chain esiste già: non serve inventare la ruota. Basterebbe inserirsi nel Rapporto sullo stato della supply chain pubblicato dalla Casa Bianca il 24 febbraio 2022, al cui interno le principali agenzie federali hanno individuato le categorie merceologiche per le quali sussiste una criticità nel mercato americano. Tengo a sottolineare – ha proseguito Miranda – che all’interno del rapporto redatto dalla Casa Bianca, l’orientamento dell’Amministrazione Biden è quello di superare l’offshoring puntando al friend-shoring, guardando quindi all’Europa e al Giappone. Esistono quindi tutti i presupposti per approfondire il dialogo con gli Stati Uniti in maniera concreta, presentando le aziende italiane attive nelle categorie merceologiche interessate. Nonostante il rafforzamento del ‘Buy American’ effettuato da Biden, gli spazi ci sono ma serve un engagement a livello istituzionale consapevole, deciso e possibilmente anche veloce”.

Per garantire una migliore e più sicura cooperazione transatlantica la Commissione europea ha introdotto lo strumento del “Trade and Technology Council”. “Un’importante piattaforma che – ha spiegato Antonio Parenti, rappresentante della Commissione europea in Italia – è volta a rappresentare le esigenze delle imprese europee in materia di tecnologie, ma anche di supply chain”.


Tra i relatori, aziende del calibro di Bonfiglioli Riduttori e Maserati che hanno sottolineato l’esigenza di cambiare approccio per fronteggiare l’emergenza.

“L’Italia rischia di essere danneggiata più di altri paesi. Fenomeni emergenti come la transizione all’elettrico dell’automotive – ha affermato Sonia Bonfiglioli, presidente del Gruppo Bonfiglioli – possono avere ripercussioni negative sull’economia italiana: le auto elettriche hanno, infatti, bisogno di meno manodopera per essere costruite. In Germania le aziende automobilistiche non licenziano: si muovono, piuttosto, verso modelli di integrazione della produzione dove la scelta tra ‘make’ o ‘buy’ si sta spostando dal ‘buy’ al ‘make’ riducendo quindi la dipendenza dalle forniture straniere. La crisi dell’approvvigionamento si sta estendendo, progressivamente anche all’energia. La maggiore incidenza del costo dell’energia in Italia (+82,3%) rispetto a Germania (+17,6%) e Francia (+6%), ci penalizza anche rispetto agli altri paesi europei. Le aziende italiane pagano 60 euro a megawatt ora in più rispetto alle tedesche. Incentivare maggiore autonomia energetica delle imprese ricorrendo a soluzioni consolidate come il fotovoltaico (tetti e parcheggi) per le imprese stesse può essere una soluzione che alleggerisce i costi”.

“L’auto è un prodotto molto complesso, composto da migliaia di parti diverse che richiedono una catena logistica altrettanto complessa. Per tali ragioni, – ha sottolineato Luca Delfino, head of Maserati Emea – il problema della supply chain tocca molto da vicino l’automotive. Inoltre, l’orientamento verso l’elettrico sta generando nuove sfide. La carenza dei semiconduttori è una nuova variabile. Al fine di assicurare una stabilità nella fornitura dei chip, Maserati si sta orientando ancora di più verso un modello di custom made dove il “pronta consegna” non costituisce un fattore competitivo. Facciamo parte di Stellantis e quindi possiamo beneficiare di accordi fatti dal Gruppo con produttori di chip per assicurare la stabilità delle forniture”.

Come ha evidenziato Paolo Glisenti, commissario generale dell’Italia a Expo Dubai “la partita di un 30% dell’export italiano si gioca
in Medio Oriente, Sud Est Asiatico, Nord Africa”. Per Glisenti il segnale lasciato da Expo Dubai è chiaro: “con gli Emirati Arabi Uniti il nostro interscambio commerciale è passato da 5 a 10 miliardi di euro in appena 3 anni, da prima della pandemia alla guerra Russia-Ucraina di oggi. Questa zona del Mondo è la frontiera del cambiamento”.

Sulla questione delle sanzioni è intervenuto John Shoening, avvocato americano, esperto di Diritto Doganale. “Le aziende devono capire che le normative doganali stanno proliferando e porre attenzione all’aumentato rischio sanzionatorio. Ad esempio un capo abbigliamento prodotto anche solo in parte con cotone che arriva da regione cinese UIGUR – ha spiegato Shoening – può essere fermato alla dogana americana finché l’azienda non prova che il cotone è stato prodotto senza usare ‘slave labor’. Senza una pianificazione a monte la prova documentale diventa impossibile. Lo stesso dicasi per dazi punitivi: se un mio prodotto include componenti soggette a dazi puntivi il rischio è quello di un sensibile e inaspettato aggravio dei costi di importazione”.

“Nell’attuale scenario – ha aggiunto Fatmir Mediu, già ministro della Difesa albanese – occorre ricordare anche il ruolo della Cina. La Cina sta colmando il vuoto lasciato dalle sanzioni contro la Russia e di fatto la sta aiutando a continuare nella sua politica. Ricordiamoci quanto avvenuto nel 2018 a riguardo del 5G con Huawei e il ruolo della Cina nello sniffing dei dati che si muovevano sul network 5G di Huawei”.

Dal momento che Green deal e politiche di decarbonizzazione richiedono materie prime e materiali per poter essere implementate, Corrado Clini, ex ministro per l’Ambiente, ha evidenziato come “la crisi delle forniture rischia di rallentare la transizione verso un’economia sostenibile e di ritardare l’implementazione programmi europei da parte dei governi. Ricordiamoci – ha concluso Clini – che non ci possono essere politiche di decarbonizzazione di successo senza la partecipazione di Cina e India.