Superbonus 110% avanti tutta nonostante intoppi normativa e cessione credito

(Teleborsa) – Continuano a salire gli investimenti che hanno accesso alle agevolazioni del Superbonus 110%, nonostante il caos dei crediti incagliati e dei numerosi paletti posti dal governo per evitare le frodi. Circa 3 miliardi in più ogni mese, anche se la gran parte è assorbita dalle villette unifamiliari, mentre molto poco viene investito dai condomini.

Dagli ultimi dati pubblicati dall’ENEA sino al 31 maggio 2022 emerge che gli investimenti si sono attestati a 30,6 miliardi di euro, in aumento rispetto ai 27,4 miliardi di fine aprile, per un numero di asseverazioni che passa da 155.543 a 172.450. Il totale degli investimenti per lavori già conclusi e ammessi a detrazione è pari al 70,1% per un valore di 21,5 miliardi di euro.

Le tabelle rivelano però che il Superbonus 110% non è riuscito a conquistare i condomini, la categoria più resistente, che contano solo per il 15,5% del totale degli edifici, mentre le villette unifamiliari sono il 53% del totale e gli altri edifici indipendenti il 31,5% del totale.

A limitare i successo del superbonus i paletti posti dal governo e la limitata possibilità di cedere il credito, misura che avrebbe dovuto favorire l’utilizzo dei bonus edilizi. E invece, secondo una indagine della CNA sono in attesa di essere monetizzati da parte delle imprese circa 2,6 miliardi di euro legati a crediti fiscali non riscossi relativi al Superbonus a causa dei continui cambi di regole e normativa per le detrazioni fiscali.

La consistenza di questi crediti bloccati (circa il 15% del totale) – spiega CNA – sta mettendo in crisi migliaia di imprese, in particolare oltre 60mila imprese artigiane si trovano con il cassetto fiscale pieno di crediti ma senza liquidità e con impatti gravissimi: il 48,6% del campione parla di rischio fallimento (33mila imprese) mentre il 68,4% prospetta il blocco dei cantieri attivati. E questo ha impatto anche sull’occupazione perché sarebbero ben 150mila i posti di lavoro a rischio nella filiera delle costruzioni a causa del blocco della cessione dei crediti legati ai bonus edilizi. Per non essere schiacciate dalla mancata cessione dei crediti, quasi un’impresa su due sta pagando in ritardo i fornitori, il 30,6% rinvia tasse e imposte e una su cinque non riesce a pagare i collaboratori.