Sul Paese aleggia lo spettro dell’aumento dell’Iva

(Teleborsa) – Il Paese si appresta a vivere una settimana di Ferragosto in modo inusuale sotto l’aspetto politico ed economico. Nelle ore successive all’apertura formale della crisi di Governo, gli analisti internazionali hanno continuato a monitorare la situazione economico finanziaria. Attività che prosegue in queste ore e fa da preludio al confronto che lunedì 12 agosto e martedì 13 si accenderà nel corso delle conferenze dei Capigruppo di Senato e Camera, chiamate a definire tempi e modalità di discussione della mozione di sfiducia al Governo Conte presentata dalla Lega.

Lo spettro che aleggia sulla economia nazionale è l’aumento dell’Iva, per scongiurare il quale si rende necessaria una copertura finanziaria di 23 miliardi. E che che potrebbe non scattare solo se il Parlamento uscente affidasse, al Governo esistente o quello da creare per gestire la fase fino alle elezioni, il mandato di intervenire con una serie di aggiustamenti che dovranno prevedere inevitabili tagli di spesa o ritocchi ad altri imposte, tali comunque da gravare sull’economia nazionale. Un aumento per le famiglie stimato in 541 euro l’anno.

Difficile, ma non impossibile, che la Ue accetti che la presentazione dello schema di bilancio slitti in funzione della scadenza elettorale. Una via di fuga che potrebbe essere percorsa solo se si decidesse subito la data della consultazione. Ovvero la ventilata giornata elettorale del 13 ottobre precede di sole 48 ore la scadenza fissata dalla UE per l’invio del Documento programmatico di bilancio e di una settimana la trasmissione della legge di bilancio vera e propria. Certamente inderogabile la data del 30 novembre, entro cui l’Ue esprime un primo parere sulla legge di bilancio, da approvare in via definitiva entro il 31 dicembre, pena lo scivolamento nell’esercizio provvisorio.

Qualsiasi manovra economica non porterebbe effetti sperati di rilancio se maturasse l’aumento dell’Iva, che dal 1 gennaio 2020 farebbe aumentare dal 10 al 13% l’aliquota su alimenti, trasporti, elettricità, farmaci, alberghi e attività turistiche , e dal 22 al 25.2% su benzina, auto, caffè, vino e alcolici, abbigliamento, elettrodomestici e arredamenti.

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Sul Paese aleggia lo spettro dell’aumento dell’Iva