Strage di via D’Amelio, l’Italia ricorda Paolo Borsellino

(Teleborsa) – Sono passati 24 anni dalla strage di via D’Amelio, in cui perse la vita il giudice Paolo Borsellino, all’epoca Procuratore della Repubblica a Marsala. Nell’attentato mafioso morì gran parte della scorta che seguiva il giudice nei suoi spostamenti: il caposcorta Agostino Catalano e gli agenti Emanuela Loi (prima donna a far parte di una scorta e a cadere in servizio), Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. L’unico sopravvissuto fu Antonino Vullo, risvegliatosi in ospedale dopo l’esplosione, in gravi condizioni. La strage seguì di solo due mesi la strage di Capaci, in cui fu ucciso il giudice Giovanni Falcone, amico e collega di Borsellino e segna uno dei momenti più tragici nella lotta alla mafia.

Oggi Palermo ricorda Paolo Borsellino e gli agenti della scorta con diverse manifestazioni. Anche il presidente della Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha rinnovato il suo “commosso omaggio a Paolo Borsellino e agli agenti caduti”, spiegando che “la memoria del loro sacrificio è incancellabile nella coscienza degli italiani e costituisce parte intangibile della riscossa dei cittadini onesti contro la sopraffazione, contro il giogo liberticida delle organizzazioni criminali e contro le loro reti di complicità”. “Onorare Borsellino significa continuare la sua battaglia”, ha aggiunto il Capo dello Stato.

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