Stop al Trattato commerciale UE-Canada. Il CETA seguirà un iter più lungo

(Teleborsa) – Non solo il TTIP.

Anche il cosiddetto CETA, l’accordo commerciale fra Unione Europea e Canada, è a rischio. Lo ha affermato il Ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda, mostrandosi piuttosto seccato dalla decisione dell’UE di adottare un iter più lungo, dopo la contrarierà espressa da altri governi europei. 

Il governo italiano, infatti, era fra i pochi a spingere per far approvare questo accordo direttamente dalla Commissione europea, inaugurando una insolita “corsia preferenziale”, che rischiava di sottrarre sovranità agli Stati membri. Un pericolo che gli altri Stati europei, in primis Germania e Francia, non si sono sentiti di assumere, a differenza del Governo Renzi, che spingeva invece per una rapida conclusione, motivandola con i vantaggi commerciali che avrebbe portato all’Italia. 

La proposta di riservare questa materia esclusivamente all’UE con la formula “EU-only” era stata lanciata dal Presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker, nel corso del vertice dei capi di stato il 28 giugno scorso, alimentando aspre critiche da parte di alcuni governi europei, contrari a cedere sovranità. Nel caso di competenza esclusiva dell’UE l’iter sarebbe stato accelerato e sarebbe bastata l’approvazione a maggioranza dell’Europarlamento per giungere a controfirmare l’accordo in tempo per la visita del Premier canadese, Justin Trudeau, in calendario a ottobre.

Bruxelles invece ha deciso ieri per una sorta di competenza mista, stabilendo che la ratifica dovrà passare per i Parlamenti nazionali. Una decisione che è stata presa – secondo quanto riferito dalla commissaria al commercio Cecilia Malmstroem – proprio per tenere in considerazione il no di Parigi e Berlino e di altri stati europei (Romania, Bulgaria e Austria). 

“La decisione, senza precedenti, della Commissione Europea di portare in approvazione l’accordo con il Canada come accordo misto e pertanto sottoporlo alla ratifica di circa 38 assemblee parlamentari degli Stati Membri – ha commentato Calenda – rappresenta un ulteriore danno alla costruzione europea e un decisivo passo verso lo stallo della politica commerciale dell’Unione”.

Anche l’industria alimentare italiana però ha sposato la posizione del Ministro Calenda. Federalimentare ha sottolineato infatti che la mancata approvazione del CETA è un “grave danno per la tutela delle eccellenze agroalimentari italiane”. 

Perché l’accordo UE-Canada è un’arma a doppio taglio? In realtà, l’accordo prevede l’abbattimento del 98% delle tariffe e secondo gli esperti dovrebbe incrementare gli scambi commerciali fra le due aree del 20%. Un accordo molto simile al Nafta, che prevede la libera circolazione di beni e servizi, ma non anche delle persone. Questo trattato però è stato definito anche il fratello minore” del TTIP, perché come quest’ultimo pone delle limitazioni alla tutela di origine protetta (DOP) ed alle Indicazioni Geografiche Tipiche (IGP). Il trattato riconoscerà solo 173 prodotti europei registrati su un totale di quasi 1.500 e, per l’Italia, solo 41 prodotti protetti contro i 275 registrati a livello europeo (fra questi mancano i pomodori Pachino e diverse categorie di mozzarella diverse dalla bufala campana).

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