Stop a gas russo, Germania e Austria frenano

(Teleborsa) – “Dobbiamo alzare la pressione su Putin” e sulla Russia “ma al momento non è possibile tagliare le forniture di gas” da Mosca. Giungendo all’Eurogruppo, il ministro delle Finanze della Germania, Christian Lindner, frena sull’ipotesi di un embargo immediato sul gas russo. Secondo Lindner per una manovra simile “serve un po’ di tempo”.

Vogliamo essere in breve tempo meno dipendenti dall’import di energia dalla Russia. Sosteniamo altre sanzioni, dobbiamo mettere più pressione su Putin e isolare la Russia, tagliare tutte le relazioni economiche ma al momento – ha detto Lindner – non è possibile tagliare le forniture di gas, serve un po’ di tempo e dobbiamo differenziare tra petrolio carbone e gas”. E interpellato sul se questo significhi che si può mettere al bando subito l’import di petrolio e carbone russi, ha risposto: “non mi presto a speculazioni”.

Dopo gli orrori di Bucha, l’Europa cerca – con difficoltà – una risposta compatta e sul tavolo di lavoro torna l’ipotesi di un embargo totale al gas russo, così da colpire più duramente la Russia sotto il profilo economico. A chiedere “nuove devastanti sanzioni” al G7 è stato il ministro degli Esteri di Kiev Dmytro Kuleba. Nelle scorse ore, sembrava che da Berlino fosse arrivata l’apertura che tutti stavano aspettando. Ma oggi i toni sono decisamente più cauti, come dimostrano le parole di Lindner.

Sul fronte del no anche l’Austria che “non è a favore di nuove sanzioni” contro Mosca “legate al gas. Siamo molto dipendenti dal gas russo e penso che tutte le sanzioni che colpiscono noi più di quanto colpiscano la Russia non sarebbero giuste”, ha detto il ministro delle Finanze austriaco, Magnus Brunner, arrivando all’Eurogruppo. Quanto sta accadendo in Ucraina “è estremamente duro, ma quando si parla di sanzioni bisogna restare freddi e se una sanzione ti danneggia di più dell’altra parte allora non è la direzione giusta”, ha evidenziato Brunner.

Sul blocco al gas, Roma resta prudente ma si segnala qualche passo avanti. “L’Italia non mette alcun veto” sulle sanzioni, dice più in generale il ministro degli Esteri Di Maio, e sul gas il governo lavora per “liberarsi dai ricatti russi”.

Tanto più che nella maggioranza cresce il fronte dei favorevoli all’embargo. “Quante altre Bucha dovremo vedere prima di deciderci a imporre un embargo totale su gas e petrolio russi? Il tempo è scaduto”. Lo ha scritto su Twitter, in inglese, il segretario del Pd Enrico Letta riferendosi proprio alla strage di civili nella città di Bucha.

Anche il Ministro della Transizione Ecologica, Cingolani sembra possibilista. Il nostro Paese sarebbe in grado di sostenere una misura così drastica? “I primi mesi non sarebbero critici, perché abbiamo riserve non grandissime ma sufficienti ad affrontare i prossimi mesi, anche con la prossima stagione in arrivo” ha detto ai microfoni di 24 Mattino su Radio24.