Stato Unione, Trump al Congresso: “USA mai così forti”

(Teleborsa) – Alta tensione al Congresso degli Stati Uniti riunito in sessione plenaria per il tradizionale Discorso sullo stato dell’Unione del presidente Donald Trump.

Di fronte a un’Aula sempre più divisa, con due ospiti controversi come il leader dell’opposizione venezuelana, Juan Guaidó, e l’artefice della Brexit, Nigel Farage, il tycoon non ha fatto alcun riferimento al procedimento di impeachment e ha evidenziato i successi economici della sua amministrazione.

Fin dalle prime battute è infatti apparsa chiara anche la contrapposizione con la speaker della Camera, la democratica Nancy Pelosi che lo ha presentato accantonando i rituali dell’occasione: Trump ha rifiutato di stringerle la mano e, a fine discorso, Pelosi ha strappato la sua copia del discorso. “È stata la cosa più cortese che potevo fare viste le alternative”, ha dichiarato la speaker.

Nell’aprire il suo discorso, il tycoon ha sottolineato come gli Stati Uniti “non sono mai stati così forti. Abbiamo raggiunto risultati incredibili, e il nostro Paese è di nuovo rispettato nel mondo”.

Dalla mia elezione i mercati azionari Usa sono saliti del 70% , aggiungendo oltre 12.000 miliardi alla ricchezza della nostra nazione, trascendendo ogni cosa considerata possibile”, ha dichiarato. “È un record – ha aggiunto – qualcosa a cui tutti i Paesi del mondo guardano e ammirano”.

Altro passaggio è dedicato agli accordi commerciali raggiunti con Cina, Messico e Canada. “Io mantengo le mie promesse”, ha affermato a questo proposito il presidente che si è scagliato anche contro le proposte sulla riforma della sanità al centro del dibattito delle primarie democratiche. “Non lascerò che il socialismo distrugga l’America, a partire dal suo sistema sanitario“, ha dichiarato.

Il meglio deve ancora venire“, ha concluso Trump che ha incassato in più occasioni gli applausi dei repubblicani da cui è anche partito il coro “four more years”, altri quattro anni, in riferimento alle presidenziali di novembre.

Netta l’opposizione dei democratici, quasi tutti in silenzio e con alcune importanti defezioni, come quella della deputata Alexandria Ocasio-Cortez che non ha preso parte alla seduta per “non normalizzare” l’attuale situazione, come ha spiegato online.

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