Stati Uniti, NYT non molla e rilancia indagini FBI su Trump-Russia

(Teleborsa) – The New York Times non molla sul “Russia Gate”. Nei giorni successivi il licenziamento di James Comey da Direttore FBI nel 2017, gli agenti dell’agenzia hanno aperto un’indagine per verificare se Donald Trump lavorasse segretamente per la Russia contro gli interessi americani. Lo riporta infatti NYT citando ora alcune fonti, secondo le quali gli investigatori hanno valutato se le azioni del Presidente Usa costituissero una minaccia alla sicurezza nazionale e il licenziamento di Comey fosse ostruzione di giustizia.

James Comey era direttore dell’FBI, il più importante organo della polizia federale americana, dal settembre 2013. Dopo l’lelezione alla Casa Bianca del 2016, l’Agenzia Federale cominciò tre indagini sui rapporti fra il comitato elettorale di Donald Trump e la Russia, e sull’ingerenza del Cremlino nelle ultime elezioni presidenziali americane.

Dopo essere diventato ufficialmente Presidente col giuramento del 20 gennaio 2017, Trump aveva confermato Comey. La nomina del Direttore FBI non è di natura politica e il mandato dura 10 anni. Trump licenziò Comey con una lettera e il direttore FBI lo venne a sapere dalla tv. In molti sospettarono che il licenziamento fosse motivato dall’insistenza con cui l’FBI stava indagando Trump e i suoi collaboratori. Lo stesso Presidente degli Stati Uniti, nella lettera di licenziamento, faceva riferimento a un legame tra la sua decisione e l’inchiesta sulla Russia. Ma poi la Casa Bianca ha più volte cambiato versione sulle reali ragioni della rimozione.

Cominciarono poi a circolare voci che Comey o altri suoi ex colleghi avrebbero potuto passare alla stampa informazioni sulle conversazioni avute con Trump. Allora il Presidente lanciò un Twitt dal sapore “minaccioso”: “James Comey farebbe meglio a sperare che non ci siano “registrazioni” delle nostre conversazioni, prima di iniziare a passare informazioni alla stampa”.

Pochi giorni dopo, NYT scrisse di alcune note prese da Comey dopo i suoi incontri con Trump, in cui descriveva delle presunte pressioni di Trump perché l’FBI smettesse di indagare su Michael Flynn, un ex generale amico personale che Trump aveva scelto come Consigliere per la sicurezza nazionale. Flynn si era dimesso quando i giornali americani avevano scoperto suoi incontri e telefonate con l’ambasciatore russo negli Stati Uniti, su cui aveva mentito all’FBI e al vicepresidente Mike Pence circa suoi rapporti personali e commerciali mai dichiarati col Governo russo e quello turco.

Allora non si sapeva, ma poi lo stesso James Comey durante la sua audizione davanti alla Commissione sicurezza del Senato riferì di averle fatte avere al New York Times perché voleva che il Dipartimento della Giustizia degli Stati Uniti nominasse un Procuratore speciale dell’indagine sui presunti legami tra il comitato elettorale di Donald Trump, a quel punto già Presidente, e l’intelligence del governo russo.

Il 18 maggio 2017, durante una conferenza alla Casa Bianca, Trump ha negato di aver chiesto a Comey di smettere di indagare su Flynn. E quello stesso giorno, a causa delle molte pressioni anche all’interno del partito Repubblicano, il viceprocuratore generale americano ha nominato Procuratore speciale Robert S. Mueller III, un ex Direttore dell’FBI. Proprio come era nei piani di Comey.

L’8 giugno, il giorno delle elezioni britanniche, Comey ha testimoniato sotto giuramento sul caso Trump-Russia davanti alla Commissione intelligence del Senato. Comey ha espresso giudizi molto negativi e critici sul comportamento di Trump, e ha confermato che gli chiese di “lasciar perdere» l’inchiesta su Flynn”.

Il giorno dopo Trump con un nuovo Twitt ha detto che quelle di Comey erano bugie, aggiungendo: “WOW, Comey è uno che passa informazioni alla stampa”.

il 9 giugno, in seguito alla testimonianza di Comey, Trump ha detto stupendo un po’ tutti che l’audizione di Comey aveva dimostrato che non c’è stata nessuna collusione con la Russia e nessuna ostruzione della giustizia da parte sua. La partita è decisamente ancora aperta,

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