Standard and Poor’s grazia l’Italia: rating confermato per ora ma outlook negativo

L'agenzia S&P conferma il rating BBB, ma taglia l'outlook spostandolo da stabile a negativo. E i target di crescita? "Eccessivamente ottimistici"

(Teleborsa) – L’agenzia di rating Standard and Poor’s grazia l’Italia, almeno per ora, e prende tempo su un possibile declassamento dell’affidabilità creditizia del Paese entro un arco temporale di medio termine che comprende i prossimi 12-24 mesi. Il rating sull’Italia è stato infatti confermato a BBB per il lungo termine e A-2 per il breve termine.

La decisione è arrivata ieri sera a sorpresa, giacché erano in molti ad attendere una bocciatura, dopo quella annunciata da Moody’s appena una settimana fa. Un giudizio severo arrivato tempestivamente dopo l’approvazione della Manovra e del Dl fiscale. Fitch, che aveva già peggiorato le previsioni sull’Italia in precedenza, ha deciso di prendere tempo almeno sino al primo trimestre del 2019, in attesa di capire come si presenterà la manovra dopo esser passata dalle forche caudine dell’iter parlamentare.

Decisioni che non hanno certo impensierito il vicepremier Luigi Di Maio in un tweet ha commentato “Chi aspettava Standard&Poor’s per continuare a remare contro il governo oggi ha avuto una brutta sorpresa” ed ha aggiunto “Andiamo avanti! Il cambiamento sta arrivando”. E l’altro vicepremier Matteo Salvini ha rimarcato “Le agenzie di rating non si sono accorte della crisi mondiale? In Italia non saltano ne’ banche ne’ imprese”.

Bocciatura solo rinviata

Non c’è però da stare allegri per la provvisoria conferma di un merito di credito BBB, superiore di due gradini al livello “speculative grade” (speculativo) o, come si suol chiamare gli strumenti così classificati, “Junk” (spazzatura).

S&P ha infatti tagliato l’outlook sul debito a negativo da stabile, incorporando un deterioramento delle prospettive entro i prossimi 24 mesi ed avvertendo, in qualche modo, che entro questo spazio temporale potrebbe nuovamente declassare la posizione dell’Italia.

Il deterioramento delle prospettive fa riferimento essenzialmente agli effetti negativi indotti da una Manovra finanziata in deficit ed ai passi indietro fatti dall’Italia sulla traiettoria di contenimento del deficit e sulla riforma pensionistica. Tutti fattori che, secondo l’agenzia, porterebbero ad un peggioramento delle prospettive di crescita economica (S&P ha anche rivisto le stime su deficit e PIL).

Ciò implicherebbe una erosione della fiducia degli investitori,rendendo anche più complicato l’accesso delle banche al mercato dei capitali, come dimostrato dall’aumento dei rendimenti dei titoli di Stato Italiani (BTP e Spread). La difficoltà di rifinanziarsi sui mercati dei capitali per l’aumento dei tassi e dello Spread – spiega – indurrebbe le banche a concedere meno credito a famiglie e imprese, in particolare le PMI che non hanno la possibilità di farlo sul mercato dei capitali, influenzando negativamente l’economia reale. In più, le banche rappresentano anche il principale finanziatore del debito italiano. Quindi un effetto boomerang sull’economia.

Su queste attese sono essenzialmente tre i fattori che potrebbero innestare un taglio del rating: PIL inferiore al previsto, deficit o debito più alti delle attese, deterioramento dei mercati dei capitali più forte del previsto. Ma quali sono le stime di Standard and Poor’s per l’Italia?

E una sforbiciata alle stime di crescita

Nella nota in cui annunciava la review sul rating italiano S&P ha anche peggiorato le stime su deficit e PIL, avvertendo che la crescita economica sarà più bassa del previsto: all’1,1% nel 2019 (non all’1,6% come indicato dal Ministro Tria), all’1% nel 2020 ed allo 0,9% nel 2021.

Il deficit potrebbe invece esplodere arrivando al 2,7% nel 2019 (rispetto al 2,4% indicato dal governo), al 2,5% nel 2020 ed al 2,4% nel 2021. Invariata la stime del debito al 128,5% nel 2019, al 128,3% nel 2020 ed al 128,4% nel 2021.

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