Spreco alimentare in calo nell’anno della pandemia

(Teleborsa) – Nell’anno della pandemia, spreco di cibo in calo nel nostro Paese. Se ne butta ancora tanto, ma un po’ meno: nel 2020 sono 5,2 milioni le tonnellate di alimenti finiti nella spazzatura, tra quanto si getta tra le mura di casa e ciò che riguarda la filiera per un valore complessivo di 9,7 miliardi di euro, di cui 6 miliardi e 403 milioni di spreco alimentare domestico nazionale e oltre 3,2 miliardi di euro, invece, di perdite in campo e lo spreco nel commercio e distribuzione. Questi i dati contenuti nel report di Waste Watcher International Observatory on Food and Sustainability (su rilevazione Ipsos), in occasione della Giornata Nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare, che si celebra oggi, venerdì 5 febbraio.

Nell’anno appena trascorso, si legge nel rapporto, con i differenti stili di vita dovuti ai lockdown per via del Covid, è aumentata la consapevolezza del valore del cibo: in evidenza, infatti, la contrazione dello spreco in Italia con un calo, rispetto al 2019, di quasi il 12% (3,6 kg) tra le mura domestiche con all’attivo uno spreco di cibo a testa di ‘soli’ 27 kg (529 grammi a settimana). Questo significa 222.125 tonnellate di cibo salvato e un risparmio di 6 euro pro capite, ovvero 376 milioni di euro a livello nazionale, in un intero anno.

Intanto, secondo quanto emerge da una analisi dell’Unione europea delle cooperative (Uecoop) sugli ultimi dati Eurostat, gli italiani riciclano quasi 7 imballaggi su 10 (68,3%) al pari dei tedeschi, meglio dei francesi e sopra la media Ue, con la spesa degli italiani composta per grande parte di prodotti confezionati, dalla frutta ai salumi, dalla carne al caffè, dall’olio al vino. Se si guarda oltre confine – spiega Uecoop – in Germania si ricicla il 68,5% degli imballaggi, in Francia il 65,7%, in Austria il 65,5% mentre la Spagna con il 68,8% fa appena un po’ meglio dell’Italia, mentre il record europeo spetta al Belgio con l’85,3%.

L’attenzione agli sprechi e il recupero dei materiali sono aspetti strategici della green economy Made in Italy che garantisce al Paese oltre 3 milioni di occupati dai servizi al commercio, dalla produzione manifatturiera all’agricoltura con la capacità potenziale di creare 100mila nuovi posti di lavoro ogni anno, in linea con l’ultimo rapporto Unioncamere/Symbola.

Senza contare che riducendo di appena il 25% gli sprechi di cibo degli italiani sarebbe possibile imbandire adeguatamente la tavola dei circa 4 milioni di poveri che in Italia con l’emergenza Covid sono costretti a chiedere aiuto per il cibo con pacchi alimentari o pasti gratuiti in mensa o nelle proprie case. . E’ quanto emerge da un analisi della Coldiretti in occasione della Giornata nazionale contro lo spreco alimentare.

Tra le categorie più deboli dei nuovi indigenti il 21% è rappresentato da bambini di età inferiore ai 15 anni, quasi il 9% da anziani sopra i 65 anni e il 3% sono i senza fissa dimora secondo gli ultimi dati Fead (Fondo di aiuti europei agli indigenti).

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Spreco alimentare in calo nell’anno della pandemia