Spread si sgonfia ma crisi incombe: ecco cosa può succedere con il rischio elezioni

(Teleborsa) – Lo Spread BTP-Bund torna a sgonfiarsi quest’oggi, con scambi attorno a 122 punti, dopo aver raggiunto un picco di 124 punti la scorsa settimana, rispetto al minimo dei 5 anni di 105 punti raggiunto nella settimana dell’Epifania. Il rendimento del BTP a 10 anni si è sgonfiano di poco allo 0,66% (aveva raggiunto lo 0,75% scorsa settimana) e si confronta con un rendimento del Bund pari a -0,56%.

A causare l’impennata dei rendimenti dei nostri titoli di Stato e del nostro Spread, al di sopra di quelli della Grecia, ha concorso la crisi politica che ha investito il Governo Conte, in una fase delicatissima per l’economia, con la pandemia ancora in corso ed una recessione economica generalizzata. Una crisi che tutt’ora non è risolta e che conoscerà una verifica questa settimana, con il voto sulla relazione del Ministro della giustizia Alfonso Bonafede e gli avvertimenti giunti dal M5S.

A pesare anche il giudizio di Moody’s: l’agenzia di rating ha espresso dubbi su un utilizzo efficace e tempestivo delle risorse europee in caso di una prolungata crisi politica.

Ma cosa può succedere allo spread nelle prossime settimane? La prospettiva di tornare al voto è sicuramente la più preoccupante per la banca svizzera UBS, che vede un ritorno dello Spread verso i 200 punti in caso di elezioni anticipate, che l’aumento degli acquisti della BCE non riuscirebbe a fermare.

Le ipotesi di un Conte-ter con maggioranza diversa o la nomina di un nuovo Premier sostenuto da una coalizione più ampia, sono invece scenari ritenuti positivi per il mercato, secondo Matteo Ramenghi, Chief Investment Officer di UBS Wealth Management in Italia. “Le elezioni anticipate – sottolinea – creerebbero molta più incertezza, ma sembrerebbero molto meno probabili poiché la maggior parte dei partiti politici suggerisce di volerle evitare”.

L’analista commenta anche il sorpasso del BTP decennale italiano sull’omologo greco, ricordando che sta ad indicare un segnale di maggiore rischiosità del debito pubblico tricolore, anche se non sono attesi improvvisi e significativi peggioramenti. “I titoli di Stato italiani saranno probabilmente più volatili fino a quando non emergerà un percorso chiaro per risolvere la crisi politica. Tuttavia, riteniamo improbabili una prolungata instabilità e elezioni anticipate, e quindi rimaniamo costruttivi sui titoli di Stato italiani”, ha commentato Ramenghi.

A tenere relativamente basso lo spread per il momento, contribuisce il massiccio programma di acquisto di titoli di stato della BCE. “Il supporto dell’Istituto di Francoforte potrebbe essere una delle motivazioni alla base della buona tenuta della carta italiana vista negli ultimi giorni, nonostante la situazione politica incerta”, hanno sottolineato gli strategist di MPS Capital Services. Soltanto qualche giorno fa Amundi prevedeva che lo spread di rendimento BTP/BUND a 10 anni rimarrà nell’intervallo da 100 a 125 punti base durante la crisi politica, e “qualsiasi debolezza è un’opportunità” di acquisto, ma già nei prossimi giorni quota 125 potrebbe essere superata.

© Italiaonline S.p.A. 2021Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Spread si sgonfia ma crisi incombe: ecco cosa può succedere con il ri...