Spread ancora in rialzo. Il mercato mette alla prova la BCE

(Teleborsa) – Lo spread è risultato in netta crescita anche nella giornata odierna, con il weekend che non è riuscito a riportare la calma sui mercati dei titoli di Stato, dopo le decisioni della Banca centrale europea (BCE) di giovedì scorso. L’obbligazionario italiano perde molto terreno e fa peggio delle controparti, con il differenziale tra BTP e Bund che si attesta su livelli che non si vedevano da inizio maggio 2020. Anche lo spread tra i titoli di Stato spagnoli e portoghesi si allarga, riportandosi ai massimi di aprile-maggio 2020.

Il rendimento del BTP decennale italiano ha chiuso la giornata in aumento di 26 punti base a 4,01% da 3,84% della precedente chiusura. Il differenziale tra rendimento del BTP decennale italiano e il Bund decennale tedesco ha terminato la seduta a quota 236 punti base dai 224 della chiusura precedente. Nel corso della seduta lo spread è salito fino a un massimo di 241 punti base. Il decennale spagnolo è a quota 2,98% (+22 punti base nella giornata odierna), quello portoghese al 2,98% (+21 pb), quello tedesco all’1,63% (+11 pb) e quello greco al 4,48% (+12 pb).

La scorsa settimana Francoforte ha deciso un doppio aumento dei tassi di interesse, a scadenza programmata su luglio e settembre (quando non è escluso un rialzo di 50 pb), mentre non ha annunciato nuovi strumenti per contenere i differenziali dei tassi tra titoli di Stato. Oggi Peter Kazimir, membro del consiglio direttivo della BCE e governatore della Banca centrale slovacca, ha detto che bisogna accelerare il ritmo di incremento dei tassi d’interesse, portandolo a 50 punti base a settembre.

Nella giornata odierna si sono susseguiti numerosi commenti sull’allargamento dello spread. La Commissione UE, non commentando gli andamenti di mercato, ha evidenziato oggi la necessità per l’Italia di concentrarsi sulle riforme. L’aspettativa è che le riforme e gli investimenti predisposti nel PNRR aumentino “significativamente la resilienza dell’economia italiana, la sua sostenibilità e la sua comparabilità” con le altre economie.

Francesco Giavazzi, il più stretto consigliere economico del premier Mario Draghi, ha invece detto che i rialzi dei tassi da parte di Francoforte non sono lo strumento giusto per ridurre l’inflazione e avranno l’effetto di rallentare l’economia.

Gli analisti non sembrano però eccessivamente preoccupati dal “caso Italia”. “Per quanto riguarda i titoli di Stato del sud Europa, ci si può aspettare una certa volatilità, ma se l’allargamento degli spread dovesse continuare probabilmente ci sarebbe un intervento della BCE“, ha detto Matteo Ramenghi, Chief Investment Officer UBS WM Italy. “Gli spread si allargano non perché l’Italia abbia un problema di finanziamento ma perché il mercato vuole vedere quanto la BCE sia seria sul fatto di tenerli sotto controllo”, ha commentato Andrew Mulliner, Head of Global Aggregate Strategies di Janus Henderson.