Spesa pubblica, resta poco da tagliare

(Teleborsa) – “Il contributo atteso dalla riduzione della spesa pubblica resterà elevato, ma i margini saranno sempre più stretti”. Lo ha affermato il Presidente della Corte dei Conti, Arturo Martucci di Scarfizzi, durante il convegno “La spesa pubblica tra controlli e spending review” organizzato dalla Guardia di Finanza.

Il numero uno della magistratura contabile ha ricordato che i risultati raggiunti dalla crisi economica hanno portato ad “un robusto contenimento dei livelli di spesa sia statale che locale”, ma la scelta degli interventi di razionalizzazione della spesa sono stati condizionati dall’urgenza della crisi.

“Abbiamo tagliato, dal 2014, capitoli di spesa per 30 miliardi di euro. Dal 2013, considerando gli ultimi quattro anni, la spesa pubblica corrente è rimasta complessivamente costante, la spesa della macchina pubblica si è ridotta leggermente. Nessun paese avanzato ha fatto quello che abbiamo fatto noi, tranne la Grecia per i motivi che conosciamo, e compresi i paesi che hanno avuto sostanziali aiuti dall’Europa”, ha rilanciato il commissario alla revisione della spesa pubblica, Yoram Gutgeld.

Sulla spesa pubblica oramai non resta molto da tagliare. Ne sono convinti anche alla Ragioneria generale dello Stato. “Di aree di spesa aggredibili non c’è rimasto molto. Le spese comprimibili ci sono, ma sono sempre meno”, ha detto l’ispettore generale capo dell’Ispettorato generale di Bilancio (Rgs), Biagio Mazzotta. Con la spending review “abbiamo tagliato talmente tanto a livello macro che ora dovremo tagliare a livello micro”, ha aggiunto spiegando che “per i primi anni ha dato di più l’amministrazione centrale, dal 2014 in poi le amministrazioni locali”.

Spesa pubblica, resta poco da tagliare