Spending review, ecco i tagli sulla scuola previsti dal MIUR

La spending review colpisce il settore dell’istruzione: ecco dove verranno effettuati i tagli nella scuola

Si sente parlare sempre più spesso di tagli che colpiscono la sanità, la pubblica amministrazione e il sistema scolastico.

Nel settore della sanità ad esempio, i tagli sono inarrestabili nonostante la lieve ripresa economica in atto. Proprio nel 2018, anno in cui il Servizio Sanitario Nazionale compie Quaranta anni, l’Organizzazione mondiale della Sanità ha lanciato un allarme bacchettando il modello italiano.

Non è molto diversa la situazione in cui versa il sistema scolastico italiano dove infatti sono previste sforbiciate economiche importanti da parte del MIUR. Solo per le attività extracurriculari, ad esempio, si parla di un taglio di 20 milioni di euro. E lo stesso vale per il budget destinato al funzionamento delle scuole, per il quale è previsto un taglio di 16 milioni di euro circa.

La spending review colpisce l’istruzione e non salva neppure l’alternanza scuola/lavoro, una modalità didattica innovativa che sfrutta l’esperienza sul campo per rafforzare le competenze teoriche acquisite dagli studenti sui banchi di scuola. Anche in questo caso il MIUR ha previsto un taglio ai finanziamenti di 2,7 milioni di euro.

Non si salva neppure il piano nazionale scuola digitale, dove il Ministero taglierà circa 1 milione di euro.

A farne maggiormente le spese è invece la “valorizzazione del merito”, con una sforbiciata netta di 18 milioni in meno rispetto all’anno scorso. Il tanto desiderato “bonus merito” che aveva già subito dei tagli, quest’anno ammonterà a 112 €, mentre per il 2019 dovrebbe risalire a 160 €. Un bonus un po’ più povero dunque e destinato a quegli studenti particolarmente preparati e meritevoli.

Per quanto riguarda invece la carta docente? Anche questa non è immune ai tagli del MIUR e infatti sono previsti ben 4 milioni di euro in meno rispetto allo scorso anno, anche se si tratterebbe di risparmi provenienti dal calcolo effettivo dei fruitori. La carta docente dovrebbe restare ferma a 500€ e sarà destinata all’aggiornamento professionale e all’acquisto di materiale per i docenti di ruolo. A beneficiarne attualmente sono circa 752.000 insegnanti.

La spending review non si arresta e colpisce quindi anche il settore dell’istruzione per i quali sono appunto previsti una serie di tagli in diverse sezioni e attività della scuola.

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