Spending review, Cottarelli avverte: “Si rischiano tagli lineari”

(Teleborsa) – Si torna a parlare di spending review, in vista anche dell’accelerazione degli investimenti pubblici nelle infrastrutture . E chi può parlare più a proposito, se non l’ex commissario alla spending review?

Partecipando al meeting di CL a Rimini, il direttore dell’Osservatorio per i Conti pubblici Italiani (CPI), Carlo Cottarelli, in una intervista al Sussidiario.net, ha detto che il governo ha parlato di fare dei tagli alla spesa, ma “il rischio è che si proceda con tagli lineari senza fare davvero le riforme”.

Poi, Cottarelli ha parlato della prossima Legge di Bilancio, momento cruciale per il governo giallo-verde, affermando che Lega e Movimento 5 Stelle troveranno alla fine un “compromesso” per portare avanti le politiche annunciate, anche se oggi “non c’è coerenza” con quanto contenuto nel contratto di governo, che contiene misure per oltre 100 miliardi di euro e coperture per 500 milioni.

“Non credo che questo governo approverà una Legge di bilancio palesemente insensata”, ha detto Cottarelli, dicendosi convinto che la soluzione sarà quella di portare “il deficit a un livello solo un po’ più alto dell’attuale”. Al contrario si innescherebbe una crisi che coinvolgerebbe lo Spread.

Una crisi come quella del 2011? Il direttore dell’Osservatorio CPI ammette: “Temo sia possibile”. Poi, precisa che “le conseguenze sarebbero anche più gravi”, comportando una perdita di accesso dell’Italia al mercato, ma ciò “sarebbe una catastrofe per l’economia mondiale, non soltanto per noi”.

Per Cottarelli la ricetta è “muoverci per tempo, comprarci una sorta di assicurazione facendo scendere il rapporto debito/PIL in modo graduale, senza fare troppa austerità”. Questo andava fatto già ai tempi del Governo Renzi – ha spiegato – ma si decise per una riduzione della pressione fiscale, sacrificando gli obiettivi di finanza pubblica.

Ad una domanda sul cambiamento delle regole in UE, l’ex commissario ha risposto che oggi “soltanto l’Italia vuole cambiare in maniera sostanziale le regole europee, perché fondamentalmente vanno bene a tutti gli altri paesi” e, quindi, “modifiche delle regole europee saranno difficili. Ci potranno essere dei cambiamenti, ma non fondamentali”. Ergo, bisognerà muoversi nell’ambito delle regole europee, recuperando competitività.

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