Spending Review, con la gestione accentrata degli acquisti la PA spende la metà

(Teleborsa) – Funziona la gestione accentrata degli acquisti di beni e servizi effettuati dalle Pubbliche Amministrazioni, che fa spendere allo Stato la metà, con un risparmio nel 2016 del 55%.

Lo rivela Ministero dell’Economia, in base all’ultima rilevazione annuale realizzata, in collaborazione con l’Istat, per individuare la differenza tra i prezzi pagati grazie al Programma di razionalizzazione degli acquisti gestito dalla Consip e quelli pagati dalle Amministrazioni per l’acquisto, al di fuori del sistema, delle medesime categorie di beni e servizi. La Rilevazione, giunta nel 2016 alla XIV edizione, è riferita agli acquisti effettuati nel 2015 da un campione di circa 1.350 Amministrazioni centrali e locali.

“I risultati – sottolinea il MEF – confermano che le Convenzioni stipulate dalla Consip finalizzate agli acquisti nelle Pubbliche Amministrazioni centrali e locali sono assolutamente vantaggiose, coniugando risparmio di spesa e qualità”.

Le più significative riduzioni dei prezzi unitari di acquisto attraverso le Convenzioni Consip rispetto gli acquisti fuori convenzione riguardano la telefonia mobile (fino a -48%) e le stampanti (fino a -55%). Rilevanti anche i risparmi differenziali di prezzo su alcune categorie del settore “Energia”, quali i carburanti extra-rete (fino a -16%) e l’energia elettrica (fino a -16%), sui personal computer (fino a -25% per i Desktop e fino a -15% per i portatili). Nel 2016, per la prima volta, è stata oggetto di rilevazione una specifica categoria di spesa sanitaria, quella per i presidi per l’autocontrollo della glicemia, che in convenzione Consip risultano sensibilmente più convenienti (-18% per le strisce reattive e -43% per le lancette pungidito) rispetto al prezzo medio praticato alle pubbliche amministrazioni che acquistano al di fuori delle convenzioni.

Per quanto attiene, invece, il Mercato Elettronico della PA (Mepa), un mercato digitale che viene utilizzato dalle PA per gli acquisti al di sotto di una certa soglia, quest’anno è stata realizzata una specifica analisi secondo una logica “pilota” su 5 categorie di beni. Dallo studio emerge la necessità di un miglioramento nell’utilizzo del Mepa da parte dei responsabili degli acquisti pubblici, semplificando le procedure di accesso, limitando il ricorso agli ordini diretti a soli casi di necessità e urgenza e cercando di sfruttare al meglio le potenzialità di risparmio che possono derivare dalle richieste di offerta con conseguente contrattazione.

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