S&P riduce stime crescita Eurozona per pressioni inflazionistiche

(Teleborsa) – S&P Global Ratings ha ridotto le previsioni di crescita per l’economia dell’Eurozona al 2,6% quest’anno e all’1,9% per il prossimo (rispetto al 2,7% e 2,2%, rispettivamente, nelle previsioni provvisorie di maggio), a causa di un rafforzamento dei venti contrari. “Le pressioni inflazionistiche sono il principale fattore alla base di questa revisione al ribasso”, sottolinea l’agenzia di rating, che ora prevede un’inflazione dei prezzi al consumo al 7% per quest’anno e al 3,4% nel 2023 (rispetto alle stime precedenti pari al 6,4% e al 3%, rispettivamente) in conseguenza all’aumento dei prezzi dell’energia e dei beni alimentari dovuto all’attuale contesto geopolitico. Anche la minore domanda internazionale dovrebbe frenare la crescita.

Finora, la creazione di posti di lavoro sta continuando a fornire un solido sostegno ai redditi delle famiglie. L’eurozona ha registrato “un’impressionante ripresa del mercato del lavoro, creando quasi 2 milioni di posti di lavoro aggiuntivi tra il quarto trimestre del 2019 e il primo trimestre del 2022”, evidenzia S&P. I posti di lavoro sono ancora in aumento e le aspettative di occupazione rimangono coerenti con la creazione di posti di lavoro superiore alla media in tutti i settori e in tutti i principali paesi europei.

Per quanto riguarda i salari, l’aumento finora è coerente con un tasso di inflazione sottostante del 2%: la crescita salariale negoziata è accelerata al 2,8% nel primo trimestre del 2022 dall’1,6% del trimestre precedente, con gran parte di questa accelerazione proveniente dai bonus straordinari. Tuttavia, con l’inflazione al 6,1% nel primo trimestre e in ulteriore aumento nel secondo trimestre, “gli attuali aumenti salariali non sono sufficienti a compensare le perdite di potere d’acquisto“, si legge nel raport.

Sebbene la crescita sia destinata ad accelerare ulteriormente quest’anno, è probabile che rimanga nell’intervallo 3%-4%, che non sarà sufficiente a compensare completamente i prezzi più elevati. In altre parole, “i consumatori continueranno a sentire una stretta sul proprio potere d’acquisto fino alla fine del 2023, il tempo necessario affinché i loro redditi recuperino i prezzi più alti”, secondo S&P

L’aumento relativo del costo della vita dovrebbe essere più pronunciato nei Paesi Bassi, Belgio, Spagna e Germania, dove l’inflazione dovrebbe essere superiore alla media, mentre Italia e Francia vedranno aumenti dei prezzi leggermente inferiori.

In definitiva, S&P prevede che le significative riserve di risparmio derivanti dalla pandemia e la domanda di servizi inespressa manterranno ancora i consumi in crescita, ma in misura minore rispetto a tre mesi fa, in quanto le turbolenze dei mercati finanziari stanno erodendo la ricchezza netta.