S&P promuove l’Italia. Gentiloni: Ora servono più lavoro e sviluppo

(Teleborsa) – Torna a splendere il sole sull’Italia dopo che venerdì scorso, 28 ottobre, S&P ha deciso di alzare il rating del Bel Paese, cosa che non accadeva ormai dal 2002. L’agenzia di rating ha rivisto al rialzo il giudizio sulla tenuta creditizia del nostro Paese portandolo a BBB da BBB-, con outlook stabile.
La promozione è arrivata circa una settimana dopo che Fitch aveva confermato il rating BBB sull’Italia, con outlook stabile.

“Rivediamo al rialzo il rating dell’Italia per le migliorate prospettive di crescita economica, sostenute da un rialzo degli investimenti e della crescita dell’occupazione così come dalla politica monetaria espansiva”, spiega S&P che ora si aspetta un PIL in rialzo dell’1,4% nel 2017, rivisto dal +0,9% indicato in precedenza. Per il 2018 e 2019 l’agenzia di rating prevede in media un incremento dell’1,3%.

In particolare S&P rileva una diminuzione dei rischi nel settore bancario, grazie alla “soluzione delle crisi al Monte dei Paschi di Siena e alle banche venete, ma anche l’accelerazione nello smaltimento dei non performing loan”.

Secondo l’agenzia, quest’anno il governo di Paolo Gentiloni riuscirà a centrare l’obiettivo di un deficit del 2,1% del PIL. “Questo metterebbe l’alto debito pubblico italiano su una strada in discesa”.

S&P potrebbe considerare un’ulteriore revisione al rialzo del rating se il governo continuerà a implementare riforme strutturali che sostengono le prospettive di crescita economica, se osserverà ulteriori progressi nel rafforzare il settore finanziario o se inizierà a ridurre il debito pubblico.

Un taglio del rating potrebbe invece arrivare “se la crescita dell’economia rallenta portando nuovamente la sua performance ben al di sotto di quella di altri Paesi con un rating simile”, si legge nel report di S&P. A preoccupare anche l’instabilità politica, “specialmente se le elezioni di inizio 2018 risultassero in un governo che abbandona l’impegno del governo attualmente in carica verso un consolidamento fiscale notevole”.

Soddisfatto della promozione il premier Gentiloni, che però ha ricordato che “non si mangia col rating, anche se l’immagine e le dinamiche del nostro paese ne sono influenzate”. “Se cresce la fiducia, possiamo avere più lavoro e più sviluppo”, ha dichiarato il presidente del Consiglio specificando che “ora servono più lavoro e sviluppo”.

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