S&P conferma che la ripresa c’è ma resta fragile

(Teleborsa) – L’agenzia di rating Standard and Poor’s ritiene che “la ripresa in Italia resta fragile e deve essere consolidata”.  Lo ha confermato il capo economista di area dell’agenzia durante la conferenza annuale per presentare l’outlook 2016.

Le stime sono di un miglioramento dell’economia, che sarà trainata dalla ripresa dei consumi, ma la situazione di partenza rimane comunque “fragile”, soprattutto sul fronte della produzione, specie dopo i deboli dati pubblicati stamattina.

Il PIL tricolore nel 2015 è tornato positivo, dopo anni di recessione, e dovrebbe crescere quest’anno dell’1,3% ed arrivare all’1,7% nel 2017, grazie all’effetto positivo prodotto dai bassi prezzi delle materie prime e dai piani espansivi della BCE. Sarà però la domanda domestica a trainare la crescita economica, mentre i maggiori rischi derivano dalla volatilità del commercio internazionale e dalla crisi della Cina e degli altri Paesi emergenti. 

Cruciale sarà anche la ripresa degli investimenti, che resta collegata al contesto internazionale, alla volatilità ed all’incertezza degli sviluppi della crisi degli Emergenti. Vi sono però dei fattori positivi, come il livello della fiducia, che resta piuttosto alto, ed il “risveglio” dell’attività di M&A (fusioni ed acquisizioni).

Le operazioni di M&A – ha aggiunto l’economista – sono salite ad un valore molto alto di 50 miliardi, un livello che non si vedeva dal 2005. Tuttavia, le scalate sono perlopiù in entrata in Italia piuttosto che in uscita all’estero, poiché la convenienza degli asset dopo la lunga crisi rende il nostro Paese un mercato molto attraente. La proporzione è di 1 a 3, ovvero una azienda italiana acquista all’estero ogni tre imprese che approdano in Italia.

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