S&P, aumento costi input farà salire default in Europa nel 2022

(Teleborsa) – S&P Global Ratings ha rilevato che il numero di emittenti europei con rating “CCC” e inferiore è salito a 59 al 31 marzo 2022, da 53 al 31 dicembre 2021, a causa dell’aumento degli emittenti direttamente o indirettamente legati al conflitto tra Russia e Ucraina. La ripresa dei rating in Europa sembra più lenta rispetto al Nord America, sottolinea l’agenzi di rating, in quanto le società europee con rating “CCC” sono ancora al di sopra della media quinquennale, mentre quelle nordamericane sono già tornate al di sotto di tale livello.

Gli effetti a catena del conflitto, combinati con l’inasprimento monetario previsto e con livelli inferiori bassi di liquidità, rappresenteranno probabilmente una sfida continua per gli emittenti europei con rating “CCC”. Il report evidenzia che due terzi degli emittenti “CCC” hanno una liquidità insufficiente o debole, mentre i livelli di leva finanziaria superiori a 10x suggeriscono che le strutture patrimoniali potrebbero diventare insostenibili, in base alle future condizioni economiche e di mercato. Il settore dei media e dell’intrattenimento continua a detenere il maggior numero di emittenti con rating “CCC”, anche se il loro numero è in calo.

Non ci sono stati default in Europa nel primo trimestre del 2022 e ciò ha portato il tasso di insolvenza europeo speculative-grade allo 0,7% a marzo 2022. Tuttavia, il ritmo delle insolvenze è aumentato ad aprile con quattro insolvenze nella regione nelle ultime due settimane. “Prevediamo che le pressioni dell’aumento dei costi di input peseranno sempre più sui margini aziendali nel corso dell’anno e prevediamo che i tassi di insolvenza cresceranno al 2,5% al 31 dicembre 2022″, scrive S&P.