Sostenibilità, Crisostomo (Enel): “Serve una armonizzazione dei criteri”

(Teleborsa) – Serve un sistema di classificazione uniforme della sostenibilità, un concetto estremamente ampio che richiede una definizione di criteri in vista dell’impiego dei fondi del Next Generation EU. Lo afferma il Presidente del Gruppo Enel, Michele Crisostomo, in una intervista ad Affari&Finanza del quotidiano La Repubblica.

Molte aziende oggi si definiscono “green” o “sostenibili”, ma chi ne stabilisce i criteri? Un impianto fotovoltaico che produce energia rinnovabile ad esempio potrebbe avere difficoltà nello smaltire i pannelli a fine vita, così come un’auto ibrida inquina più del previsto.

“Esistono tante declinazioni nell’essere verdi. Si parte da affermazioni di principio che riguardano la vita di tutti come la lotta al cambiamento climatico, ma ogni azienda poi si orienta in base alla sua attività“, spiega Crisostomo, aggiungendo che “per diventare veramente sostenibile, una azienda deve cambiare il suo metabolismo e ogni suo comportamento, dai rapporti con le autorità a quelli interni all’organizzazione, fino a quelli con i consumatori, investitori o fornitori. L’impresa che riesce a completare questo cambiamento senza snaturare il suo business avrà solo vantaggi”.

Il Presidente di Enel parla anche di prodotti o servizi che si presentano come sostenibili, ad esempio le criptovalute, che consumano grandi quantità di energia, e si domanda “per cosa dovremmo usare l’energia rinnovabile?”. “Il tema del costo energetico della criptovaluta – sottolinea – merita una riflessione collettiva consapevole, perché a questo punto bisogna interrogarsi sul suo impatto e fare un bilancio se intendiamo privilegiare un uso più razionale dell’energia verde e più coerente con gli obiettivi ambientali e sociali”.

Esistono molti istituti seri che certificano se una azienda risponde ai criteri ESG, ma manca un criterio univoco. Secondo il Presidente dell’Enel questo tema “influenzerà sempre di più i comportamenti finanziari” poiché oggi “c’è la consapevolezza che una azienda che rispetta i parametri di sostenibilità sarà apprezzata da consumatori e investitori e quindi sarà anche più profittevole”. Questa – dice – è una “fase di passaggio” ed il tema necessita di una “armonizzazione”.

A proposito della direttiva Ue sulla “tassonomia”, che non ha mancato di destare polemiche, il Gruppo Enel condivide “sia l’obiettivo di fondo di stabilire un sistema di classificazione che orienti la finanza verso investimenti sostenibili, sia le soglie di emissioni stabilite per le tecnologie di generazione di energia”.

Quanto ai green bond ed in particolare al Sustainability Linked Bond di Enel, che prevede il pagamento di tassi più alti nel caso di mancato raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità, il Presidente spiega che “coinvolge l’intero comportamento aziendale” e prevede un controllo di organismi indipendenti.

Per Crisostomo, al di là delle penalizzazioni, ogni strumento è utile per transizione, “la fiscalità come anche l’utilizzo degli incentivi, dei meccanismi di deduzione o del credito fiscale“. “L’importante – conclude – è avere sempre un disegno complessivo e questo deve essere compito della politica, che deve indicare gli obiettivi e la direzione verso cui tendere”.

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