Sostegno di Assoporti alla riforma del Governo. Proposte 4 “integrazioni” al Senato

(Teleborsa) – Si alla riforma del sistema portuale con la riduzione da 24 a 15 delle Autorità Portuali e a tutte le innovazioni del Governo per una maggiore competitività ed efficienza dei porti e della logistica. Ma con le quattro modifiche/integrazioni suggerite da Assoporti in Commissione Senato per un migliore ed efficace impianto legislativo verso gli obiettivi indicati dal Ministero Infrastrutture e Trasporti, con particolare riferimento al Piano Nazionale dei Porti e della Logistica.

 “L’Associazione dei porti italiani – ha detto il presidente, Pasqualino Monti – è favorevole alla riforma per quanto riguarda gli accorpamenti che superino l’attuale assetto di 24 “city port”, in chiave di un forte recupero di competitività; è favorevole altresì alle innovazioni introdotte per snellire organismi di governance e iter dei processi decisionali ed è specialmente favorevole a una solida politica nazionale per la portualità, con indirizzi strategici e coordinamento del governo”.

 “E’ del resto molto positivo – ha sottolineato Monti –  che il Decreto sulla riforma rappresenti solo uno dei numerosi provvedimenti adottati in attuazione del Piano nazionale della logistica e dei porti, tra cui il Regolamento Concessioni alle risorse del Contratto di Programma RFI (Rete Ferroviaria Italiana) sul capitolo “ultimo miglio” e connessione ferroviaria dei porti alla rete nazionale.

Proprio nell’ottica di un efficientamento del sistema e quindi di un supporto all’intero piano di riforma, Assoporti ha formulato quattro proposte tecniche:

1) salvaguardia della natura operativa specifica delle AP, recependo certo i principi generali del DM 165 / 2001, ma evitando di trasformare le future Autorità di sistema portuale (AdSP)  in semplici uffici pubblici decentrati;

2) distinzione con chiarezza e trasparenza  fra i ruoli e le diverse funzioni tra le istituende Autorità di sistema portuale e l’Autorità Marittima, soprattutto in tema di sicurezza portuale complessiva e della navigazione nello specifico;

3) salvaguardia della possibilità per le future AdSP di conservare partecipazioni in società strumentali alle attività logistiche e ai servizi di interesse generale, ovviamente laddove questi non avessero riscontri di mercato nell’immediato, e fermo restando i vincoli già oggi imposti dalle varie normative vigenti in termini di contenimento della spesa pubblica e riordino delle società partecipate / controllate;

4) riflessione su una norma transitoria che – non rallentando né l’istituzione delle nuove AdSP né la nomina dei nuovi organismi di governance – possa accompagnare dal punto di vista amministrativo il processo di accorpamento delle attuali AP. 

Assoporti ha anche ribadito il sostegno all’impegno concreto del Governo, attraverso risorse sia nazionali che europee, per diffondere e rendere strutturali azioni per l’innovazione e la digitalizzazione, a partire dall’estensione del pre-clearing e dei fast-corridor.

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