Sostegno, anche per la CEDU va riconosciuto il diritto all’istruzione

(Teleborsa) – La Corte europea per i diritti dell’uomo (CEDU) ha ribadito un concetto fondamentale: non si può per ragioni finanziarie e di talgi al budget inibire il diritto all’istruzione degli studenti con handicap certificato perché sia la Costituzione italiana che quella europea prevedono il principio di non discriminazione.

Lo ha ricordato Marcello Pacifico, Presidente del sindacato Anief, aggiungendo che questo è un principio che “il sindacato ed i suoi legali hanno sempre sostenuto, davanti al giudice ordinario, con il patrocinio gratuito ed anche con i ricorsi “Non un’ora di meno”. Una violazione che comporta la condanna alle spese legali ed un risarcimento, che la Corte d Giustizia europea quantifica in 5 mila euro l’anno”.

“Ma le famiglie – sottolinea – non vogliono un risarcimento, vogliono gli insegnanti di sostegno, vogliono gli assistenti all’autonomia e all’educazione, vogliono che ai propri figli siano garantite le stesse opportunità per vivere in una società inclusiva. Come Presidente dell’Anief, a nome delle le famiglie, degli insegnanti, dei dirigenti scolastici che si sono visti negare le ore di sostegno dal Ministero, ribadisco la necessità di portare avanti questi ricorsi principalmente per l’attribuzione delle ore assegnante dalle equipe psicopedagogiche o, se non è possibile, per il risarcimento del danno.

“L’importante – conclude – è non perdere questi mesi preziosi di insegnamento ed attività didattica per i nostri bambini. L’iniziativa “Non un’ora di meno” promossa dall’Anief ha il patrocinio gratuito. Cerchiamo di costruire una società più inclusiva e non discriminante”.

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