Sorgente, l’immobiliare può trainare l’economia

(Teleborsa) – Il 2016 è iniziato bene per il mercato immobiliare che è pronto a dare un impulso positivo all’economia.

“Le aspettative per il futuro dell’economia sono positive, anche se il presente mostra ancora un andamento altalenante. Le rilevazioni del ‘Sentiment del mercato immobiliare’ nel primo quadrimestre 2016 indicano atteggiamenti di incertezza”.
Questo il risultato dell’indagine, elaborata su base quadrimestrale dal Dipartimento di Economia dell’Università di Parma, in collaborazione con Sorgente Group e Federimmobiliare, che si basa su interviste rivolte a una platea di circa duecento operatori del mercato immobiliare, appartenenti ai settori del trading, development, property, facility, progettazione, valutazione, consulenza e finanza. Nata da un’idea di Valter Mainetti, amministratore delegato di Sorgente Group, la ricerca è condotta da Claudio Cacciamani, docente dell’Università di Parma.

“Se, da una parte-spiega l’indagine- le risposte ottenute riflettono le attese di una probabile ripresa futura, dall’altro, lo scenario economico non convince del tutto gli operatori. Questa instabilità si ripercuote almeno in parte sull’Indice Fiups, acronimo di Federimmobiliare, Università degli Studi di Parma e Sorgente Group, che rappresenta sinteticamente l’evoluzione nel tempo del Sentiment degli operatori. Il Fiups nel primo quadrimestre del 2016 è infatti in lieve flessione da 19,74 a 19,33 dell’ultimo quadrimestre del 2015, seppure tale dato configuri un miglioramento rispetto al 19,21 riscontrato nel I quadrimestre 2015.

Andamento dell’economia e del settore immobiliare. Dai risultati relativi all’andamento generale, emerge una forte polarizzazione nelle risposte: gli intervistati si dividono prevalentemente tra chi ritiene che l’economia sia rimasta stabile (i due terzi) e quelli che pensano invece che sia migliorata (un terzo). Piuttosto contenuta è la quota di chi crede in un peggioramento della situazione. Nonostante questo, il 17% degli operatori segnala ancora un peggioramento dell’attività nel settore immobiliare, segno dello sfasamento temporale tra variazione dell’economia in generale e ripercussioni sul settore immobiliare. Al contrario, sono incoraggianti le prospettive per il futuro: nei prossimi 12 mesi, secondo l’80% degli intervistati, l’attività complessiva migliorerà, con riflessi positivi anche per la propria professione (per il 57% circa).

I prezzi e i tempi di vendita. Una delle novità più interessanti è l’inversione di tendenza del settore residenziale: non solo i prezzi sono percepiti in risalita, ma anche i tempi di vendita sembrano sensibilmente più brevi. Se, come sostengono gli analisti, la combinazione di questi fattori costituisce un forte indizio di fine della crisi, gli operatori hanno buone ragioni per aspettarsi una fase di crescita a lungo termine. In questo caso, circa il 40% degli intervistati crede che il settore residenziale riscontri prezzi in moderata crescita, mentre il 33% pensa che anche gli uffici stiano incrementando il loro valore. Infine, secondo il 49% circa i tempi medi di vendita delle case sono in moderata riduzione, contro il 29% delle risposte relative allo scorso quadrimestre.

Per quanto riguarda le opportunità in Italia, avanti tutta per il Nord-Est e per Milano. Rispetto al passato, continua ad allargarsi il divario tra le migliori opportunità di investimento nel settore immobiliare presenti nel Nord Italia rispetto a quelle riscontrabili al Sud e nelle Isole. Tuttavia, rispetto al passato il Nord-Est si afferma come area con le migliori chance di crescita. In questo scenario Milano si candida quale mercato urbano con le maggiori potenzialità di crescita in tutti i segmenti di mercato, seguita da Roma e da Bologna (esclusivamente nel settore industriale). Le periferie delle due città principali, Milano e Roma, hanno interessanti prospettive di business, in particolare per il residenziale (a Roma) e l’industriale (a Milano). Tra le misure attualmente proposte per il rilancio dell’economia, gli operatori non si dimostrano particolarmente a favore degli interventi a sostegno delle banche, in quanto non ritengono che possano portare all’incremento di erogazioni al sistema imprese-famiglie.

Investimenti e strumenti finanziari. Riguardo agli investitori istituzionali, il panel ritiene che saranno i fondi pensione a crescere di più nel settore immobiliare, mentre le casse di previdenza private subiranno necessariamente una riduzione, in piena coerenza con le limitazioni all’investimento apportate dalla normativa in fase di approvazione.

Per quanto riguarda gli strumenti, un rinnovato interesse viene manifestato per i fondi di fondi, giusto compromesso tra diversificazione del portafoglio e liquidabilità. Rimane alto l’interesse verso i fondi speculativi, più adatti a orizzonti di investimento di breve termine da parte di investitori stranieri, sempre più proiettati verso l’Italia”.

Sorgente, l’immobiliare può trainare l’economia